Gli elite shoppers trainano gli acquisti tax free in Italia

Se l’Europa, nei primi dieci mesi di quest’anno, ha segnato un +10% di shopping tax free rispetto al 2018, in questo contesto la performance messa a segno dall’Italia è sicuramente rilevante con +16% in confronto all’anno precedente. Questa crescita ha doppia cifra, ha registrato un’ulteriore impennata nel trimestre agosto/ottobre arrivando a +23%.

Numeri incoraggianti che segnano una ripresa dopo un 2018 relativamente debole – spiega Pier Francesco Nervini, coo North & Central Europe di Global Blue -. Alla buona performance del tax free shopping europeo ha fortemente contribuito la spesa degli elite shoppers. Pur rappresentando solo 0,5% pesano per ben il 17% sul totale dei volumi di spesa, con arrivi principalmente da Usa (+30%), Sud Est asiatico (+21%) e Paesi arabi (+20%)”.

Ma qual è il profilo di questi viaggiatori? In un anno effettuano più di tre viaggi, con una permanenza media di 15 giorni, ed effettuano 12 transizioni per un importo pari a 55mila euro. In Europa, come destinazioni, prediligono la Francia (36%), seguita dall’Italia (31%) con un soggiorno medio di 5 giorni. Nel 2018, nel nostro Paese, il 65% degli acquisti tax free degli elite shoppers è rientrato nella categoria lusso, ovvero per prodotti di valore medio superiore a 1500 euro, mentre il 25% ha acquistato beni affordable luxury per un importo tra i 750 e 1500 euro. Al di là degli elite shoppers, si confermano sul primo gradino del podio dello shopping tax free i cittadini cinesi che, con il 34%, detengono il primato degli acquisti seppur meno performanti. L’Europa è una destinazione non solo di global shopper facilmente identificabili, ma anche di nazionalità minori che complessivamente incidono per il 31%. I dati raccolti da Global Blue, inoltre, consentono di valutare anche l’attrattività delle destinazioni e l’Italia si classifica al secondo posto (subito dopo la Francia) con una spesa di 27mila euro. Per quanto riguarda infine il 2020, “non esistono elementi che ci possano colpire negativamente – conclude Nervini – quindi prevediamo una crescita ancora sana per il prossimo anno”.  

Sveva Faldella

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