Uvet e la regola del rispetto

Dà quasi l’idea di un manifesto programmatico l’Uvet Travel System pensiero. Il direttore generale, Andrea Gilardi, alla convention del BizTravel Forum, lo snocciola frase dopo frase, con ritmo veloce, scandito da una colonna sonora punk rock, che non è stata scelta a caso ed è già un messaggio alla platea, visto che negli anni Settanta è stato “un elemento forte di discontinuità, come lo è il mercato adesso”. Il manager rallenta dove serve, per lanciare messaggi chiari a chi è in sala. Le metafore si inanellano tra di loro, lo stile linguistico è ricercato, bisogna interpretarlo, ma è chiaro soprattutto quando parla di mercato, di “politiche odierne che non aiutano” ed è un attimo pensare ai recenti fatti (vedi servizio a pagina 2-3). Il mercato lo descrive con i numeri della rete, che sono positivi, +7% di crescita netta, con la previsione di un +10% per l'anno prossimo. Ad oggi sono 900 adv fisiche e 750 partite Iva. “Siamo tornati a crescere – afferma – tra nuove acquisizioni di adv, che non compriamo”, precisa, mettendo già una distanza tra Uvet e pratiche non condivise. C’è stata anche “qualche disdetta”. Gilardi si toglie un altro sassolino dalla scarpa ed afferma che “più della metà delle adv che non faranno più parte del network se ne sono andate dal mercato, hanno tirato giù la saracinesca”, non vuol dire quindi che sono migrate in altre reti o fatto scelte di indipendenza, ma che il mercato sta vivendo un momento in cui ci sono “meno adv presenti sul territorio”. Ed è proprio questo il punto, concentrarsi su chi non ce l’ha fatta. Il tono cambia registro, si fa un viaggio nella storia e nel valore delle parole per introdurre il concetto di “pregiudizio di sopravvivenza”. Un salto pindarico? No, è tutto calibrato. Gilardi fa riferimento a quella tendenza a “concentrarsi sulle cose sopravvissute anzichè pensare a quelle che non lo sono”. Trasferendo il concetto alla politica del network, vuol dire non concentrarsi sulle “adv più virtuose, ma analizzare le adv che non ce l'hanno fatta per permettere a chi c'è di andare avanti”. E questo atteggiamento protettivo viene messo in atto anche sul fronte della normativa e dell’essere in regola. I verbi sono “mappiamo, adeguiamo, aiutiamo”. Sul fatto che si sentano alcuni network dire di voler espellere adv non in regola, il manager rivela il suo pensiero: “Non credo che possa mai succedere, ma non ho mai sentito uno che dicesse mappiamo e aiutiamo le adv che non sono in grado di farcela da sole e diamo noi una mano. Noi facciamo questo e se c’è qualcuno che non è in regola lo aiutiamo, perché il network è così, non si lascia indietro nessuno è un principio di sussidiaretà e di solidarietà”. Principi e pilastri. Al manager piace comunicarli per dare una visione chiara di quello che è il network. I pilastri su cui si basa il pensiero di rete sono due, “da rivendicare con forza, cioè tenacia e rispetto, che non può mai mancare, nel nostro settore che vive momenti di discontinuità,  non è sempre scontato, tra i player dell'industria deve essere presente”. E’ tutto qui il segreto, nella parola “rispetto”.      

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