La strategia di Burgio: “Puntare sui servizi di proprietà”

Risultati in forte crescita per il Gruppo Alpitour, che ha chiuso il bilancio 2019 il 31 ottobre, mentre i dati sono stati approvati ufficialmente il 31 gennaio. Il fatturato consolidato è cresciuto del 18,5% (più della media del settore) portandosi a sfiorare i 2 miliardi (1.992 per la precisione, contro i 1.682 dell'esercizio precedente). In crescita anche l'Ebitda, passato da 59,9 milioni a 70,5.

Presentando i dati del gruppo, l'amministratore delegato Gabriele Burgio ha ricordato la vera chiave del rinnovamento dell'attività: puntare a vendere quanto più possibile servizi di proprietà (voli aerei, alberghi), piuttosto che intermediare servizi altrui. Il diverso modello corrisponde a una migliore performance economica, con più utili “trattenuti” in casa.

Alpitour controlla al 100% Neos, la compagnia aerea che da sola trasporta 1,77 milioni di passeggeri con una flotta di 12 aerei e ha ricavi per 465 milioni. La collezione di hotel e resort di proprietà porta il marchio Voihotels: 17 strutture, 107 milioni di fatturato, 3.819 camere, 1,18 milioni di presenze. Nel 2020 si arricchirà di una struttura di lusso a Venezia, nei pressi dell'Arsenale. Prossima anche un'apertura di lusso in Albania. La divisione incoming, che controlla anche una società con sede in Spagna, fattura a sua volta 434 milioni, con una crescita del 7%.

Le prospettive per l'esercizio in corso sono buone (“abbiamo un budget aggressivo”), avvantaggiati tra l'altro anche dalla chiusura di Tui Italia, che apre spazi di mercato. Prosegue bene, nel frattempo, l'integrazione di Eden Viaggi.

Burgio ha brevemente commentato anche le recenti tensioni con alcune agenzie di viaggio, dopo alcune modifiche apportate al contratto: “Ci eravamo spiegati male e ci sono state reazioni preoccupate. Abbiamo spiegato meglio e ci siamo capiti. Le vendite non ne hanno risentito, e questa è la prova che il problema è risolto”.

Paolo Stefanato

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