A rischio oltre 14 milioni di presenze in Italia

Nel 2020 l'emergenza legata al coronavirus potrebbe causare una perdita di 4,5 miliardi di euro nel settore turistico italiano rispetto al 2018, con circa 14,6 milioni di presenze in meno. Per l'Emilia-Romagna si tratterebbe di un colpo da 253 milioni di euro in meno, a causa di un calo di 246 mila arrivi e di 666 mila presenze. A stimarlo è uno studio dell'istituto Demoskopika, che ha tracciato una mappa dei possibili effetti sul turismo italiano a seguito dell'allerta per il coronavirus. Guidano questa classifica negativa Veneto, Toscana, Lazio e Lombardia.

Lo studio stima una riduzione a livello nazionale di 4,7 milioni di arrivi e di circa 14,6 milioni di presenze, in meno rispetto a due anni fa. In particolare, il rischio di contrazione più rilevante si registrerebbe dalla Cina, con 1,3 milioni di arrivi in meno e un calo di 2,1 milioni sulle presenze. A seguire la Germania (1,3 milioni di arrivi e 5,9 di presenze in meno) e gli Stati Uniti (566 mila arrivi e 1,5 milioni di presenze).

Rilevanti secondo Demoskopika anche le possibili rinunce alla vacanza italiana per francesi e inglesi: si parla rispettivamente di 474 mila arrivi e 1,4 milioni di presenze in meno dall'Oltralpe, di 378 mila arrivi e 1,4 milioni di presenze da Oltremanica.

Solo a Roma “le disdette delle prenotazioni dei turisti cinesi, a cui si sommano anche quelle dei viaggiatori provenienti dai paesi del Sudest asiatico e dai paesi adiacenti alla Cina, porteranno perdite significative per il settore ricettivo romano, stimate intorno al 30% del fatturato”. A fare i calcoli è Marco Misischia, presidente di Cna Turismo Roma.

Questo è vero soprattutto se si pensa che il periodo che va da fine dicembre a febbraio è particolarmente interessato dalla massiccia presenza dei turisti cinesi nel nostro Paese, a Roma in particolare, complici la coincidenza con il Capodanno cinese e il periodo di ferie a esso connesso, raggiungendo oltre il 25% delle presenze di visitatori totali. Intanto, i tre principali portali di prenotazione alberghiera, Booking, Expedia e Agoda hanno concesso gratuitamente la cancellazione delle prenotazioni con estensione al 29 febbraio prossimo dalla Cina, Macao, Tailandia aumentando dunque il clima di incertezza di questi giorni.

Tags:

Potrebbe interessarti