Per Alpitour il segreto è il modello di business

E' il modello di business il segreto del successo del Gruppo Alpitour: più verticale, più integrato, più capitalizzato. La verticalizzazione permette margini maggiori che, in un'ottica di gruppo, restano “in casa”, e in più i servizi di proprietà possono essere venduti anche a terzi, con marginalità superiori.
I servizi propri venduti dal tour operator sono soprattutto i voli aerei e gli alberghi. Alpitour controlla al 100% Neos, la compagnia aerea che da sola trasporta 1,77 milioni di passeggeri con una flotta di 12 aerei e ha ricavi per 465 milioni.
La collezione di hotel e resort di proprietà porta il marchio Voihotels: 17 strutture, 107 milioni di fatturato, 3.819 camere, 1,18 milioni di presenze.
Nel 2020 si arricchirà di una struttura di lusso a Venezia, nei pressi dell'Arsenale.
Prossima anche un'apertura a cinque stelle in Albania. Quanto agli alberghi, va ricordato che il presidente e ad di Alpitour, Gabriele Burgio, vanta una storica esperienza in questo settore (ha fondato e sviluppato la catena spagnola NH), ed è proprio dal suo arrivo nel gruppo – otto anni fa – che si è registrata una netta espansione della rete di Voihotels.
La divisione incoming, che controlla anche una società con sede in Spagna, fattura a sua volta 434 milioni, con una crescita del 7%. Il tour operating, l'anima del gruppo, si avvale di 12 brand, con l'offerta di 4.300 strutture a contratto, per un totale di un milione di clienti.

L’esercizio 2019
I risultati dell'esercizio 2019 (il bilancio chiude il 31 ottobre, mentre i dati sono stati approvati ufficialmente il 31 gennaio) sono in forte crescita. Il fatturato consolidato è aumentato del 18,5% (più della media del settore) portandosi a sfiorare i 2 miliardi (1.992 per la precisione, contro 1.682 dell'esercizio precedente).Merita osservare alcuni numeri. Nel 2012, al suo arrivo, Burgio ha trovato un gruppo che fatturava 1,05 miliardi: in otto anni ha praticamente raddoppiato i ricavi, con un'accelerazione dal 2017, anno in cui il fatturato registrava 1.224 milioni, seguito da 1.682 nel 2018 e dai 1.992 del 2019. Anche la redditività è cresciuta di conseguenza: 46 milioni di Ebitda nel 2017, 59,9 nel 2018, 70,5 nel 2019. Quando nel 2012 era di 11,4 milioni.
Le prospettive per l'esercizio in corso – Cina permettendo – sono buone (“abbiamo un budget aggressivo”), avvantaggiate tra l'altro anche dalla chiusura di Tui Italia, che apre spazi di mercato. Prosegue bene, nel frattempo, l'integrazione di Eden Viaggi.
Burgio ha brevemente commentato anche le recenti tensioni con alcune agenzie di viaggio, dopo alcune modifiche apportate al contratto: “Ci eravamo spiegati male e ci sono state reazioni preoccupate. Abbiamo spiegato meglio e ci siamo capiti. Le vendite non ne hanno risentito, e questa è la prova che il problema è risolto”.        

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