Che fine ha fatto il Comitato Permanente del Turismo?

Qual è lo status quo del Comitato Permanente del Turismo? Guida Viaggi lo ha chiesto a Stefano Crugnola, amministratore unico e direttore tecnico dell'agenzia Camaleonte Viaggi di Binasco, essendo tra le nomine dirette dell’ex ministro Gian Marco Centinaio, per fare il punto della situazione ad oggi, anche alla luce della fase delicata che il settore sta vivendo. 

Gv: Cosa è successo al Comitato Permanente del Turismo?

"Dalla caduta del governo in poi non ho avuto alcuna comunicazione. Il turismo è stato ritrasferito al Mibact e forse questo ha creato la dimenticanza o la non conoscenza dell’esistenza di questo strumento, essendo un decreto del Mipaaft. Inoltre, non ho idea se il ministro Dario Franceschini lo reputi uno strumento utile o se ritenga di non utilizzarlo e di svolgere tutto il lavoro di studio, contatti, rapporti, ricerca possibili soluzioni, direttamente dal ministero, se in prima persona o da parte della sottosegretaria Bonaccorsi o tramite altri incaricati".

Gv: Come si compone il Comitato?

"E' composto da otto ministeri, tra i quali figurano Economia, Esteri, Sviluppo Economico, Infrastrutture, Istruzione e Università, Beni Culturali; Regioni e Province (anche autonome), Comuni (Anci), Enit, Invitalia, associazioni di categoria (Federturismo Confindustria, Assoturismo Confesercenti e Confturismo Confcommercio. Le maggiori sigle dei sindacati, inoltre ci sono cinque persone, nomine dirette dell’ex ministro Gian Marco Centinaio, tra le quali il sottoscritto".

Gv: Quali vantaggi potrebbe apportare il Comitato al lavoro del Mibact?

"Ritengo che il lavoro di questo Comitato potrebbe essere più incisivo e più ampio di quello che può fare il singolo ministero (Mibact), relazionandosi anche con Regioni e altri ministeri, coinvolti in modo importante nell’attuale crisi, tra i quali soprattutto Esteri (per essere molto più incisivi con i Paesi stranieri che stanno “ghettizzando” i turisti italiani), Istruzione e Università (per gestire meglio la questione ad esempio delle gite scolastiche e delle vacanze studio e Erasmus) e ovviamente Economia (per lo stanziamento di fondi importanti e immediatamente disponibili), facendo arrivare a tutti questi enti le questioni reali e concrete del settore". 

Gv: Quali sono le misure urgenti che servirebbero?

"Stendere un vademecum operativo per i clienti, che indichi diritti (rimborsi, ecc) e doveri (effettuazione saldi, ecc), con il fine di comunicare i termini corretti e l’opportunità o meno di eventuali cancellazioni di viaggi prenotati. Il Codice del Turismo italiano è valido in Italia (ad esempio non per i fornitori esteri); concordo parzialmente con la proposta, fatta dalla presidente Fiavet, Ivana Jelinic, come riportato da alcuni giornali, che ha chiesto la deroga momentanea all'articolo 41 del Codice del Turismo; però andrebbe aggiunta una regola che impone ai fornitori di Paesi diversi di applicare la normativa più restrittiva tra i due, in modo che ad esempio sia previsto il rimborso anche nel Paese che non lo prevederebbe. Mi unisco anche al presidente di Quality Group, Michele Serra, che ha chiesto al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, misure atte a evitare che in questi pochi giorni si disperda il patrimonio di stima e fiducia che i t.o. italiani hanno costruito in decenni di attività per una sbagliata rappresentazione della realtà dei fatti; e anche al presidente di Go World, Ludovico Scortichini, indirizzata questa volta direttamente al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dicendo che in poche settimane la cattiva gestione della comunicazione dell’emergenza coronavirus ha trasformato il Paese in cui tutti sognano di trascorrere una vacanza nel Paese che tutti cercano di evitare perché infetto". 

Gv: Cosa ne pensa del decreto approvato dal governo?

"E’ appena stato approvato un primo Decreto del governo, che però prevede solo la sospensione dei contributi previdenziali e adempimenti fiscali…non molto e non sufficiente per far resistere le aziende del turismo, di tutte le regioni: hotel, agenzia viaggi, tour operator, guide turistiche, b&b, ncc, e in prospettiva anche balneari".

Gv: Cosa insegnerà la situazione atttuale al nostro Paese? 

"Per la prima volta, ritengo, politici e cittadini stanno capendo che il turismo è davvero un settore essenziale per l’economia italiana e strategico per il suo bilancio, costituendo circa il 13% del Pil. Il turismo italiano non significa solo i turisti stranieri che vengono in Italia, ma anche in buona parte i turisti italiani che viaggiano per il resto del mondo. Credo che sia uno dei pochissimi lati non negativi in questa situazione. Un altro elemento positivo che è venuto alla luce in queste ore è il fatto che il turismo è una materia che mette in relazione sia le Regioni sia molti altri ministeri. Per la prossima occasione, servirebbe aggiornare il programma anche alla luce dell’esperienza fatta, nostro malgrado, in questi giorni, lavorando anche con il Parlamento Europeo in modo che nei prossimi provvedimenti della Commissione in materia di Turismo e Trasporti inizino ad essere inseriti quelli relativi a casistiche come questa, che coinvolgono spesso fornitori e organizzatori di Paesi diversi, cercando di uniformare le normative dei diversi Paesi per parlare la stessa lingua a vantaggio non solo degli operatori, ma anche dei turisti-viaggiatori, che sono l’elemento essenziale".

Stefania Vicini

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