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Secondo uno studio di Christie & Co gli operatori del settore alberghiero stanno iniziando a mostrare interesse per gli ostelli, considerati una tipologia di hotel “dinamica” che può diventare vantaggiosa per gli investitori in quanto potrebbero essere in grado di attrarre anche altri tipi di clientela. Questo tipo di strutture si sta evolvendo e, da semplici alberghi destinati a giovani con pochi soldi da investire, oggi punta ad adattarsi alla domanda dei millennial ma anche a estendere ulteriormente la clientela-tipo a famiglie o gruppi di amici in generale. Secondo la ricerca, gli ostelli hanno un futuro come tipologia di hotel perchè sono molto flessibili e in grado di adattarsi a diversi tipi di clientela allo stesso tempo, mentre il settore alberghiero tende a essere più fisso nella tipologia di cliente a cui si rivolge.

Christie & Co ha focalizzato l’attenzione della sua ricerca sulla Spagna, identificando Barcellona, Madrid, Lisbona, Malaga o Siviglia come le città che stanno maggiormente investendo negli ostelli. Gli imprenditori sono interessati agli ostelli come opportunità di guadagno perché il loro tipo di struttura è più flessibile, ha più letti a disposizione e si ha la possibilità ddi massimizzarne lo spazio: quindi il potenziale di guadagno può essere alto se ben sfruttato. Lo studio ha affermato che al momento mancano standard normativi nel settore degli ostelli e prevede che in futuro verrà introdotta per loro una classificazione simile al settore alberghiero, che richiederà una legislazione più specifica, diversa da quella in atto, e che dovrebbe favorire l'investimento da parte di nuovi operatori.

Per alcuni gruppi alberghieri avere un marchio di un ostello potrebbe essere molto interessante e alcuni player locali, che hanno al loro attivo hotel tradizionali, iniziano a lanciare marchi di questta tipologia ricettiva. La ricerca di Christie & Co ha usato come esempio il figlio del fondatore di Ac Hotels, Antonio Catalan, che ha lanciato gli ostelli “Toc” a Siviglia, Barcellona e Madrid. La natura adattabile delle location dà a questa tipologia ricettiva grandi potenzialità: spesso gli ostelli sorgono in posizioni privilegiate, nel centro della città, in luoghi nei quali un hotel classico non si adatterebbe. Anche solo per questo motivo, gli operatori globali del settore dovrebbero cercare di avere nel loro portafoglio una struttura di questo tipo.

Anche Accor sta facendo progressi nel segmento ostelli con il brand “Jo Joe”. Dal gruppo è stato dichiarato che: “Il nuovo marchio unisce il meglio dei format di affitto privato, ostello e hotel". L'obiettivo è di avere 50 proprietà entro il 2020, con sedi a Parigi e Bordeaux (già nel 2018), nonché a Varsavia, Budapest, Rio e San Paolo. Il nuovo marchio Accor punta sulle posizioni del centro città vicino ai trasporti pubblici  e a meno di 15 minuti dai principali punti di interesse. In generale, le proprietà a marchio Jo&Joe sono descritte come "uno spazio vitale vibrante, una casa aperta al mondo esterno e progettata per soddisfare le aspettative dei millennial e di tutti coloro che apprezzano la condivisione, la spontaneità e l'esperienza". Un hotel-ostello Jo&Joe, più che una semplice soluzione di alloggio è stato concepito come “un potenziatore dell'esperienza grazie in particolare al suo design insolito, all’ ecosistema digitale innovativo e alle offerte di catering particolari", ha affermato Frédéric Fontaine, vicepresidente senior del Global Marketing Innovation Lab. Il marchio è rivolto a “townsters” (persone che vivono nelle vicinanze e possono considerare l’hotel-ostello come “seconda casa”) e “tripsters” (persone in visita in città). Tra le idee innovative riguardo al catering, la “cucina collaborativa”: gli ospiti possono utilizzare lo spazio della cucina dell’hotel per cucinare i loro pasti, controllando così il loro budget e facendo nel frattempo un’espereinza di condivisione di alcune loro ricette.

L'altra ragione per cui gli operatori globali dovrebbero investire sugli ostelli, oltre alla possibilità di profitti massimizzati, è che con più marchi entry-level possono fidelizzare meglio i loro clienti, avendo un’offerta più ampia. Anche Hilton ha recentemente lanciato “Tempo by Hilton” pensando proprio a questo e sembrerebbe che questa formula possa attirare anche i clienti più giovani. Il nuovo brand vuole essere un "marchio di stile di vita accessibile" e con questo il gruppo spera di aiutare "gli ospiti a vivere una vita migliore" all’interno di un hotel.  "Tempo by Hilton” introduce un nuovo concetto combinando tutti i vantaggi e le efficienze che i proprietari si aspettano da un modello di servizio, ma con una dose importante di ispirazione", ha dichiarato Phil Cordell, Svp e responsabile globale dello sviluppo di nuovi marchi presso Hilton.

In sostanza gli ostelli sono più adattabili rispetto alle loro controparti alberghiere e hanno dei potenziali dei quali i gruppi alberghieri dovrebbero approfittare.