Adutei: “Outgoing, per l’Italia la ripresa sarà lunga”

Le ripercussioni del Coronavirus sul turismo italiano verso l’estero sono oggettive, la ripresa sarà lunga, e allo stato attuale mancano dati certi e un vero e proprio piano di comunicazione per avviare azioni concrete. Adutei (associazione delegati ufficiali del turismo estero in Italia) sta monitorando la situazione a stretto contatto con tutti i principali attori del mercato.

“A tutti i soci è stata veicolata una comunicazione dalla direzione nazionale di Fiavet – dichiara Aljoša Ota, direttore dell'ente sloveno per il Turismo in Italia e presidente Adutei -, ma la situazione è così incerta e mutevole che risulta molto difficile dare indicazioni precise”.

In questo momento, è molto importante che tour operator, agenzie di viaggi e cliente finale siano correttamente informati su quali siano i Paesi esteri in cui vigono restrizioni per gli arrivi dall’Italia. “Adutei, come tutti gli altri attori del mercato, si rifà alle informazioni aggiornate veicolate periodicamente dal ministero degli Affari esteri – continua il presidente – in particolare con il servizio dell'Unità di crisi della Farnesina ‘Viaggiare sicuri’, e alle circolari emesse da Fiavet in merito. La situazione necessita di costante aggiornamento, gli enti del turismo stanno monitorando la situazione e sono in contatto con i principali attori turistici, quali tour operator, agenzie di viaggio e clienti finali che hanno domande specifiche in merito alle destinazioni estere”.

Anche le partenze verso l’estero da parte dei flussi italiani sono costantemente aggiornate, con uno sfasamento temporale che va da uno a tre mesi, e dalla testimonianza del presidente Adutei, i dati certificati per il mese di febbraio, quando è cominciata la vera crisi nel mercato italiano, non sono ancora disponibili, mentre i dati di gennaio variano a seconda delle destinazioni estere.

Allo stato attuale manca un vero piano marketing per un rilancio significativo, ma Adutei sta valutando di creare un database condiviso del flusso di italiani all’estero per poter più agilmente monitorare i dati. “Ogni singolo ente è incaricato della comunicazione istituzionale riferita al proprio Paese, l'associazione Adutei di per sé non attua campagne di comunicazione – conclude Ota -. Per il momento, anche sulla base delle nuove disposizioni del Governo, la situazione è ancora troppo incerta per trarre conclusioni o per fare campagne di sensibilizzazione”.

Lara Morano

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