Patanè: “Serve un’apertura importante di accesso al credito”

"Il turismo, tra i vari settori, ha vissuto l’impatto frontale più forte", non ha dubbi in merito Luca Patanè, presidente di Confturismo Confcommercio, lo dichiara in una intervista rilasciata a Corriere.it dove analizza la situazione contingente e mette sul piatto quelle che a suo avviso sono le misure per poter andare verso la ripresa. 

Come sottolinea il manager "il colpo lo abbiamo accusato sin dall’inizio, da quando sono nate le prime restrizioni. Stavamo registrando un gennaio interessante fino a quando ci sono state le prime informazioni sul coronavirus a fine gennaio, oggi siamo a zero – afferma -. Stiamo vivendo uno scenario spettrale che varia ogni settimana a seconda delle decisioni del governo".

Patanè, poi, si sofferma sui numeri, su quanto il turismo valga in Italia, ossia "il 13,2% del Pil e occupa circa l’11% degli italiani pari a 2,7 milioni di persone che lavorano nel turismo, ma ci lavorano anche gli stagionali magari nelle aperture estive degli alberghi soprattutto al Sud". Il timore forte è che "quest’anno gli stranieri non vengano in Italia". Ad incidere il fatto che "siamo stati il primo Paese ad entrare in emergenza e speriamo di essere anche il primo Paese a uscirne", anche se il quadro generale dato da tutto ciò che è avvenuto, non è roseo. Il manager ricorda il fallimento, nel mondo in due anni, di "82 compagnie aeree", poi c'è stato Thomas Cook, sul fronte nazionale c'è la situazione Air Italy prima dell’emergenza sanitaria, il nodo dei collegamenti con la Sardegna, Alitalia. In merito a Blue Panorama il manager dice: "Non viaggia: non possiamo andare all’estero perché ci mandano indietro i nostri turisti. Il trasporto aereo è totalmente in ginocchio", afferma senza mezzi termini.

Le richieste

Alla domanda su quali siano le richieste al governo, il manager mette in luce che è "assolutamente importante il fatto che ci siano dei crediti di imposta per chi investe nel turismo dopo la crisi. La nostra proposta al governo è un’apertura importante di accesso al credito per le imprese per tutto il settore del turismo a livello italiano ed europeo, per un valore di circa 30 miliardi per il settore, con finanziamenti da restituire in due anni a tasso zero". Secondo Patanè "permetterebbe di continuare a tenere i motori accesi per essere pronti a ripartire non appena la situazione attuale sarà risolta". 

Per l'incoming

A suo dire per fronteggiare la mancanza di domanda dall’estero, "che prevediamo per i prossimi mesi, soprattutto di origine europea e nordamericana, si deve incentivare la domanda interna". Come? Il suggerimento dato è "prevedere una detrazione per chi è soggetto al pagamento dell’Irpef, delle spese sostenute per l’acquisto di tutti quei servizi turistici fruiti sul territorio nazionale durante i viaggi".
La seconda mossa utile per andare verso la ripresa, "riguarda la concessione di un credito d’imposta, utilizzabile da subito, agli operatori del turismo, con particolare riferimento a quelli della ricettività, della ristorazione, dell’intrattenimento e dell’intermediazione di servizi turistici in compensazione della differenza dei ricavi o compensi registrati nell’anno in corso rispetto agli stessi periodi del 2019". 

Quanto ai tempi di ripresa, Patanè afferma che "il primo mese importante di ritorno alla normalità potrebbe essere luglio". Il messaggio è che "il sistema dell’azienda non deve essere intaccato perché dà ricchezza a tutti: dipendenti, azionisti, fornitori e va preservato perché senza azienda tutto il resto non esiste". 

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