Busca: “Dovremo progettare un modo nuovo di avere un’adv”

Tutti dicono che il turismo cambierà dopo che sarà ritornata la normalità, ma come cambierà e cosa? "Non è semplice fare valutazioni in merito ad una situazione in continuo divenire: dobbiamo aspettare, capire prima i reali impatti economici e poi quelli sociali – afferma a Guida Viaggi Claudio Busca, direzione generale leisure Gruppo Bluvacanze interpellato in merito -. Dovremo essere bravi ad immaginare quale tipologia di società locale e globale ci aspetterà una volta terminata l’emergenza. È probabile che dovremo progettare e riscrivere un modo nuovo – o semplicemente diverso – di avere una agenzia di viaggi", osserva il manager.

Quali dovranno essere le mosse da fare per la ripresa del comparto? A detta del manager la prima mossa, "che spero sia già stata fatta da tutte le agenzie, è quella di rassicurare i clienti che vorranno ripartire e far capire quanto in questa situazione di emergenza è stato fondamentale potersi appoggiare alle agenzie di viaggi che hanno garantito l’assistenza ad ogni ora del giorno. Il nostro servizio di assistenza clienti H24 che abbiamo lanciato da pochi mesi ha risposto costantemente ai clienti delle nostre agenzie, ma anche a clienti di altre agenzie o, addirittura, del fai da te. Questo è sicuramente un segnale positivo per il futuro e per il valore e la centralità che ricoprono i servizi della distribuzione organizzata", sottolinea Busca.
Per quanto riguarda poi la ripresa del comparto, il gruppo è "in costante contatto con tutti i partner per capire quali potranno essere le prime mosse della ripresa: ovviamente stiamo ancora navigando a vista in quanto la situazione non permette di fare previsioni su una ripartenza del settore".

Spostando il discorso sul tema delle misure adottate dal governo, se siano sufficienti o meno, Busca fa presente che, "tranne qualche caso sporadico, le associazioni si sono mosse e hanno operato in modo unito, andando a sollecitare al governo azioni immediate a supporto della filiera in un momento di difficoltà: sappiamo che la situazione non è semplice nemmeno per gli organi competenti che stanno affrontando una crisi economica senza precedenti. Al momento le misure intraprese non sono sufficienti e le risposte a tutto il comparto devono ancora arrivare, anche se per essere efficaci devono essere adeguate al reale impatto che produrrà questa situazione: confidiamo, però, che nelle prossime settimane arriveranno nuove azioni di supporto e soprattutto ci aspettiamo una grande spinta quando il turismo si rimetterà in moto". 

Cosa serve concretamente al settore? Non ci sono dubbi: "Liquidità. La principale necessità era quella di mantenere i ricavi all’interno della filiera e in questo scenario lo strumento dei voucher è stato subito preso in considerazione oltre che dai player del turismo anche dalle istituzioni. Siamo consapevoli che la prima legiferazione effettuata non è stata esaustiva nell’affrontare tutte le problematiche e le casistiche di questa situazione – afferma Busca -, per questo siamo stati sempre in contatto con le istituzioni e contiamo di apportare delle revisioni che vadano a migliorare e chiarire le attuali norme emanate".

Il secondo punto? A suo dire è "ridurre al minimo i costi di esercizio: con le agenzie chiuse la sospensione degli affitti e l’accesso a diverse tipologie di ammortizzatori sociali possono rappresentare un aiuto temporaneo per tutte le agenzie in difficoltà. A livello di filiera serve invece unità di intenti. Tutti i player del settore del turismo organizzato si trovano nella stessa situazione: se c’è collaborazione tra agenzie, network, tour operator, vettori e associazioni di categoria il comparto può far valere con più forza le sue richieste agli organi competenti". Il messaggio è chiaro.

Stefania Vicini

Tags: ,

Potrebbe interessarti