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Come la finanza a breve e a medio-lungo termine può aiutare il settore alberghiero: si è concentrato su questa tematica l’ultimo seminario organizzato da The Data Appeal Company e TeamSystem. A guidare la sessione è stato Mattia Casadio, Casadio Htl Hotel turismo e leisure – financial advisor, associate Horwath Htl. Nel breve termine si tratta, ha spiegato Casadio, di come affrontare l’emergenza oggi, sapendo che non si può fare affidamento solo sulle proprie forze.

Ci sono strumenti che possono essere un aiuto per ottenere la maggiore liquidità possibile e per garantire la sicurezza della struttura: si dividono in esterni e interni. Tra i primi ci sono il fisco, le banche/il leasing, i fornitori e gli affitti.

Dal fisco si possono ottenere vantaggi dalle norme: il decreto Cura Italia consente di spostare le scadenze (Iva e ritenute lavoro dipendente al 31 maggio), quello Liquidità ha sospeso i versamenti di aprile e maggio se c’è una perdita dei ricavi superiore al 33%. E’ prevista, poi, la possibilità di attivare la cassa integrazione. Si snellisce, in un certo senso, la struttura dei costi.

Per quanto riguarda le banche e il leasing, sempre il decreto Cura Italia prevede la sospensione del pagamento rate capitale e interessi finanziamenti e mutui fino al 30 settembre. C’è, inoltre, la moratoria Abi, che è attiva dal 1° gennaio 2019, con la sospensione del pagamento rate capitale finanziamenti e mutui per 12 mesi fino al 31 dicembre. Con il decreto Liquidità ci sono finanziamenti 6 anni più 2 di preammortamento fino al 25% del fatturato. “E’ una cosa positiva”, commenta Casadio. Bisogna passare dalla banca che a sua volta chiede garanzia a un fondo e poi eroga. I finanziamenti fino a 25mila euro sono garantiti al 100% e non sono invece soggetti a delibera delle banche. L’erogazione è automatica e basta una autocertificazione. Per le richieste c’è tempo fino al 31 dicembre 2020.

In merito ai fornitori, dovremmo cercare di utilizzare il credito, concordare dilazioni nei pagamenti e scegliere gli interlocutori che possano fornire le maggiori dilazioni, mentre in merito agli affitti si tratta di un costo fisso fondamentale per decidere se rimanere aperti. E’ possibile risolvere il contratto di affitto/locazione, ma “non lo consiglio”, suggerisce Casadio, meglio “contattare il proprietario e condividere un canone di affitto variabile parametrato alla perdita di fatturato rispetto alla stagione 2019. Si tratta di una proporzione equa e corretta”. Si deve, poi, sul fronte interno, avere flessibilità nella gestione: modificare, dunque, l’offerta puntando sulla vendita della camera, ridurre i costi fissi e renderli variabili, analizzare e rivedere i costi del personale.

Per quanto riguarda, invece il medio-lungo termine bisogna fare una distinzione tra albergatore e immobiliarista, guardare agli scenari futuri di turismo e finanza. Come cambierà il settore alberghiero in Italia nei prossimi anni? Ci saranno modifiche nella dimensione degli hotel (cala il numero delle strutture, aumenta il numero delle camere), più concentrazione e catene alberghiere e entreranno sempre più fondi di investimento, private equity, real estate e alta finanza. Il manager richiama, poi, l’attenzione sul fatto che lo sviluppo del settore alberghiero avverrà sempre più con la divisione fra proprietà e gestione, ossia tra immobiliarista e albergatore. E in questo scenario bisognerà saper cogliere le opportunità per essere vincenti.

Nicoletta Somma