Il futuro della cultura nelle città e nelle destinazioni

La cultura come volano per l'economia è inevitabilmente legata al turismo, soprattutto nelle grandi città dove i 'must', rappresentati da monumenti, musei o piazze, sono l'elemento che attrae i visitatori.

Il tema è stato affrontato durante il webinar promosso sotto il cappello del progetto Authentic Amalfi Coast, con il distretto turistico di Amalfi. "Si dovrà puntare sul turismo di prossimità, tutto italiano con progetti di engagement sui luoghi pubblici – ha affermato Letizia Casuccio, direttore generale di Coop Culture -; servono piattaforme territoriali che operino con una certa velocità, a partire dal biglietto alla promozione dell'offerta escursionistica. Sarà necessario snellire la burocrazia con un partenariato pubblico/privato". Rispetto alle scelte del Governo, che sembrano puntare più su un welfare individuale, Casuccio auspica un contributo alle imprese affinché siano messe nelle condizioni di avere qualcosa da offrire al cliente finale, e aggiunge: "La ripresa sarà un costo per noi perché lavorando con il turismo internazionale vedremo uno spiraglio di luce nel maggio prossimo".

Il contributo istituzionale al dibattito è stato fornito da Adham Darawsha, assessore alla cultura del Comune di Palermo: "Il mondo della cultura è in grave difficoltà, e prima che si riprenda ci vorrà del tempo perché tutti gli eventi culturali non possono prescindere dall'elemento 'comunità'; penso ai teatri o alle visite guidate in un museo. Essendo anche medico ho la possibilità di avere la visione anche dalla barricata opposta e dico pertanto che non c'è da scherzare perché se non stiamo attenti si rischia di tornare alla fase uno in un attimo. Da assessore dico invece che nessuno può farcela da solo, ed è per questo che noi amministratori delle grandi città italiane abbiamo creato una rete per interlocuire con le istituzioni. La cultura è un settore strategico per il Paese, dalla tragedia bisogna saper rinascere e noi ce la faremo ma non dimenticheremo mai questa esperienza".

Durante il confronto è stata valutata una soluzione temporanea che consiste nell'affidare i luoghi della cultura alle piattaforme online e inserite all'interno della didattica, affinché inneschino la voglia di essere vissuti quando si potrà visitarli fisicamente. "Turismo e cultura fanno da traino anche all'agricoltura o comunque alla produzione gastronomica – spiega Secondo Amalfitano, ex direttore di Villa Rufolo di Ravello -, sto constatando che da parte di chi ci governa si è troppo concentrati sulla contingenza, di cui non voglio sminuire la gravità inaudita, ma senza lungimiranza piangeremo anche dopo. Perché investire tanta energia solo sulla contingenza? Forse è il caso che una parte di Paese si dedichi al futuro per non trovarci impreparati di fronte al cambiamento".

Lara Morano

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