Le vittorie del trade sui voucher

La Camera ha confermato la fiducia al governo sul decreto legge Cura Italia. I voti a favore sono stati 298, 142 i contrari, due gli astenuti. Come si sa è lo strumento tramite il quale il governo ha stanziato 25 miliardi per il contrasto alla crisi dovuta alla pandemia da coronavirus. Gli ambiti di intervento sono stati diversi, tra cui sostegno all'occupazione e ai lavoratori, supporto al credito per famiglie e pmi, sospensione degli obblighi fiscali. Numerose misure sono state riprese e modificate nei successivi decreti. Adesso il provvedimento si avvia al voto finale in Parlamento.

Alcuni limiti

Proprio il decreto Cura Italia è stato il tema che ha aperto il webinar di Fto, che si è svolto oggi. "Il Cura Italia per noi è stato deludente – ha esordito Luca Patané, presidente di Fto -, ha contemplato per le aziende una serie di misure generaliste non tagliate sul turismo e sul nostro settore. Dal canto nostro abbiamo lavorato con l'esecutivo in modo importante, con i ministeri di riferimento, non solo quello del Turismo – ha fatto presente Patané -, ma anche il Mise e quello dei Trasporti. E questo perchè il turismo coinvolge più interessi ed aziende".
Patané lo dice: "E' stato fatto un pressing durante il Cura Italia e forse è previsto per il settore qualcosa di più dedicato ad aprile…consideriamo che adesso stanno ancora lavorando sul decreto liquidità". Dal canto suo il settore turismo ha fatto un pressing e, attraverso il Manifesto del Turismo Italiano, sono stati chiesti "1 miliardo per le aziende e altri 2 miliardi per contributi a fondo perduto oltre al decreto liquidità. La prossima settimana sarà decisiva per vedere se ci saranno aiuti congrui", osserva il manager.

Gli articoli importanti del Cura Italia

All'interno del Cura Italia qualche cosa di utile c'è, osserva Andrea Mele, vicepresidente vicario di Astoi, frutto di revisione ed emendamenti che ci sono stati. Mele ripercorre le tappe del decreto, fino ad arrivare ad oggi. "Il primo decreto, il n.9 del 2 marzo, aveva di importante l'art. 28, poi c'è stato il Cura Italia del 17 marzo, poi la conversione in legge con le modifiche al Cura Italia e l'art. 88 bis. La cosa più importante – sottolinea – è il comma 12 in base al quale l'emissione dei voucher previsti dal presente articolo assolve i correlativi obblighi di rimborso e non richiede alcuna forma di accettazione da parte del destinatario". 
Un altro comma importante è il 66, in cui è previsto il recesso e in alternativa al rimborso si può emettere il voucher entro un anno di validità. Come è stato fatto notare non è ben specificato "l'anno" cioè se dalla data partenza o prenotazione. Per i t.o. Astoi, fa sapere Mele, "che stanno mostrando molta flessibilità, sarà da intendersi come data di prenotazione".
Un altro comma citato dal manager è il numero 6, "dove, su nostra segnalazione, è stato esteso il tema dell'emissione del voucher da 30 a 60 giorni. Un aspetto molto importante visto che c'è ancora della confusione in merito alla gestione. E recepisce un altro comma relativo ai fornitori di servizi che devono corrispondere il voucher entro 30 giorni".
Il punto focale è che il fornitore (vettore, albergatore, etc etc) "deve disporre il voucher in favore dell'organizzatore e non del cliente che parte, il che cambia le carte in tavola, in quanto dà maggior flessibilità agli organizzatori per gestire il voucher". 
Infine nell'88 bis, il comma 11 "specifica la data di partenza fino al 30 settembre, che prima non c'era". Tutto ciò dimostra che il voucher, "che nella prima versione della legge non era perfetto, ma che abbiamo accettato come prima proposta del Ministero – osserva Gabriele Milani, direttore nazionale di Fto -, è stato blindato come strumento". 

Validità, frazionabilità e trasferimento a terzi

Sul tema voucher è stato portato avanti anche un confronto con le associazioni dei consumatori, "sono consapevoli della difficoltà che ha il settore ad essere più elastico nell'utilizzo di questo strumento, al pari di altri Paesi", annuncia Franco Gattinoni, vicepresidente di Fto. 
Detto ciò Gattinoni sottolinea altri tre punti importanti che si possono definire delle soluzioni di mercato che la distribuzione sta avanzando come proposta per trovare delle condizioni che soddisfino il cliente, venendogli incontro.
La prima proposta riguarda la validità del voucher, da poter estendere al 31 ottobre 2021, "sono più o meno 18 mesi, se non lo si usa quest'anno lo si può usare l'anno prossimo. Si avrebbe così la certezza di poterlo utilizzare per un periodo abbastanza lungo", fa presente Gattinoni. La seconda riguarda la fruibilità del voucher, ossia non tutto intero e la terza, che è il punto più difficile e delicato, è "il trasferimento del titolo di vendita anche a terze persone". Sulle tre proposte è intervenuto Pier Ezhaya, consigliere Astoi. A suo dire bisogna "vendere e rendere il voucher il più liquido possibile. Il fatto che sia stata inclusa nell'arco temporale l'estate prossima ha facilitato la frazionabilità dello strumento", osserva il manager. Quanto alla posizione che assumeranno i t.o. Astoi, lo scorso mercoledì si è tenuto il consiglio direttivo e i t.o. hanno appoggiato l'estensione al 31 ottobre ed anche la frazionabilità, "il punto più delicato è quello della cedibilità in quanto non vogliamo favorire delle malpractice. Se un cliente X non può partire e al suo posto parte il cliente Y – esemplifica il manager – non vedo ragioni per non gestire la cosa, ma sempre tutelando il cliente ed evitando malpractice del documento", ribadisce il manager. Bisogna trovare quindi un protocollo di applicazione.

Stefania Vicini

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