Destination Italia: ancora presto per la ripresa dell’incoming

“E’ decisamente presto per parlare di segnali di ripresa nell’incoming e oggi avere una prospettiva è ancora complicato”. Non ha dubbi Nicola Gasperini, ceo Destination Italia, nel tracciare il quadro attuale del segmento inbound. Il manager spiega che al momento l’impegno è concentrato sulle cancellazioni e sulla gestione delle prenotazioni per maggio-giugno. Per l’estate “non pensiamo che le prospettive possano essere rosee e all’interno del nostro comparto l’incoming è ancora più travolto”. Gasperini ci tiene, però, a sottolineare un aspetto: “Il sentiment è, tuttavia, positivo: ho partecipato di recente a un webinar con operatori americani ed è forte il desiderio di viaggiare e tornare in Italia. E’ vero che nel breve termine ci sono state delle cancellazioni, ma da luglio in avanti sono pochi gli annullamenti. Questo è un segnale concreto”.

Posto che nessuno ha la sfera di cristallo e che molto dipende da cosa succederà nei prossimi giorni, quando verosimilmente si può pensare a una ripartenza? Dipenderà da tre fattori – risponde il ceo -. Il primo, quando potremo comunicare con certezza che l’Italia è una destinazione sicura. Non penso che sarà troppo in là, ma dipenderà da regione a regione. Le isole a breve potrebbero essere dichiarate Covid-free; mi riferisco, per esempio, alla Sardegna. Questo rappresenterebbe un vantaggio competitivo. Secondo elemento, quando saranno operativi i voli: ad oggi i vettori americani hanno cancellato e sospeso i collegamenti fino all’autunno. Terzo fattore, i vincoli ad uscire dagli altri Paesi. Ritengo difficile che ci siano segnali prima dell’autunno; la ripresa potrebbe essere nel 2021, con Medio Oriente e Russia, in particolare la fascia alta, a muoversi per primi”. In questo senso il manager evidenzia che “alla perdita di arrivi non necessariamente corrisponderà una flessione del fatturato, se si riprenderà prima l’individuale di alto livello”.

Intanto la società sta lavorando per il medio termine, cioè il 2021: “Stiamo procedendo a una revisione dei prodotti di gruppo, dal momento che è difficile pensare a 50-60 persone su un bus”. Dunque “rendere i percorsi di gruppo un po’ più individuali. E per questi ultimi molto dipenderà da quali protocolli saranno previsti per hotel, musei e trasporti. Diciamo che si segue il buon senso per adattare il prodotto”. Destination Italia proveniva da una situazione positiva: l’acquisizione di Gartour stava dando i suoi frutti e il 2020 era incominciato con numeri decisamente soddisfacenti. “Abbiamo riposizionato l’azienda sotto due punti di vista – spiega Gasperini -: quello tecnologico, con una piattaforma in connessione xml con le bed bank (Juniper, ndr) e una capacità di generare, dunque, volumi con una scala minore senza incrementare i costi. In secondo luogo abbiamo deciso di dedicarci a un prodotto meno di mass market per concentrarci maggiormente sugli individuali di livello più elevato, ampliando la nicchia di Gartour. Nel 2019 abbiamo raddoppiato il volume d’affari del marchio SonoTravel Club. Questo ci consente di avere un buon posizionamento per il futuro. Quando l’incoming riprenderà, il primo a ripartire sarà il segmento lusso”.

Nicoletta Somma
 

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