Il viaggiatore incoming del futuro

Come sarà il viaggiatore incoming del futuro? Lo abbiamo chiesto a Nicola Gasperini, ceo Destination Italia. Il quadro che ne esce è interessante: “Ci sarà una maggiore richiesta di sicurezza – commenta il ceo – e quest’ultima farà parte di un pacchetto di valore con aspettative che cresceranno e in cui il prezzo non sarà la prima discriminante”. Ne conseguirà un ampliamento dei servizi: “Stiamo pensando di vendere i percorsi di gruppo agli individuali, sostituendo alcuni servizi con la tecnologia: per esempio si può immaginare l’utilizzo di schermi al posto della classica guida sul bus. Anche nella produzione e nella gestione dei documenti di viaggio ci saranno cambiamenti: fa una differenza avere a che fare con 20 coppie che viaggiano singolarmente rispetto a 40 che si muovono in gruppo”.

Dato che probabilmente si venderà l’Italia, Destination Italia prevede di proporre ad altri il suo prodotto: “Abbiamo avviato alcune attività in questo senso. Ci sono alcuni operatori focalizzati sull’outgoing e c’è possibilità di fornire loro il nostro prodotto”. Gasperini avverte, però: “Non pensiamo che gli italiani in Italia risolvano il problema, la mancanza degli stranieri non potrà essere bilanciata dal turismo interno”. Insomma, “quest’anno sarà complicato, si dovrà cercare di sopravvivere e superare la crisi”. E se l’azienda si sta “concentrando sulle opportunità che si aprono, dal punto di vista istituzionale potrebbe essere il momento di riprendere in mano il controllo del turismo incoming in Italia. Chi viene in Italia vorrà sempre visitare Roma, Firenze e Venezia, ma questa concentrazione la assecondiamo in modo passivo, lasciando l’inbound nelle mani delle grandi Ota. La nostra frammentazione, poi, non aiuta”. Il che si tradurrà in azioni sul prodotto: “Si dovranno per forza trovare alternative e ciò potrebbe facilitare la vendita di qualcosa fuori dal ‘classico’”. Gasparini ritorna sulla Sardegna: “Il fatto che possa essere accessibile prima di altre zone potrebbe essere sfruttato, proponendo una stagionalità più lunga. Un po’ come le Baleari. L’isola ha una ricettività che lo consente”.

Nicoletta Somma

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