Nasce Turismo In Stato di Crisi, la piazza virtuale del settore

Una piazza virtuale dove poter avanzare le richieste per il settore. Lo si può definire così Turismo In Stato di Crisi, la pagina Facebook lanciata da Achille Lauro, manager della distribuzione organizzata, a.d. del network Agenzia per Amica, che ha avuto questa idea. Se si va sulla pagina non si trova alcun riferimento, logo o rimando al network, perchè l'intento, come spiega il manager a Guida Viaggi, non è quello. "Abbiamo voluto lanciare una grande piazza virtuale per amplificare le richieste del comparto, che, unito, fa sentire le sue necessità per fare pressione sul governo. L'iniziativa sta andando bene, la pagina conta oltre 13mila follower". Ci sono dei post che hanno fatto dei numeri che parlano da soli. 

Gli interventi sono di adv, albergatori, tour operator, guide turistiche, imprenditori del settore, solo per citare alcune categorie, ma come viene spiegato sulla pagina l'intento è "dare voce a tutte le imprese coinvolte nella filiera turistica drammaticamente colpita dalla crisi dovuta alla pandemia. Il nostro scopo è di sensibilizzare le istituzioni ad ogni livello nell'individuare misure ed azioni serie a sostegno del comparto (…)". 

Achille Lauro non usa mezzi termini e dice: "Il turismo non ha più tempo, la pagina è diventata virale, stiamo dando voce a tanti, anche a chi appartiene al mondo dello spettacolo, ma che è legato al settore del turismo. Bisogna fare pressione con tutti i canali di comunicazione e i social, soprattutto in questo momento, sono quello giusto per far sentire la propria voce e quando si diventa virali si è raggiunto l'obiettivo", asserisce il manager. 

Vero è che "la cosa più grave adesso è che non c'è un progetto di rilancio, una visione di come potrà convivere il turismo oggi con il covid-19 – afferma Lauro -. Tutto è cambiato e le regole sono mutate, ma non bisogna farle calare dall'alto senza ascoltare il comparto – ammonisce il manager -. Bisogna tutelare la salute pubblica, ma mantenere anche la sostenibilità economica delle aziende. Serve un progetto a più ampio respiro e per realizzarlo bisogna ascoltare il comparto per capire come si muove".

Stefania Vicini 

 

 

 

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