Il piano europeo in dirittura finale

La crisi del turismo porta con sé gravi ricadute su altri settori chiave dell’economia e sui lavoratori. Il Commissario europeo responsabile per il mercato interno Thierry Breton, ha già anticipato che la ricostruzione “deve essere in cima alla lista delle nostre priorità. All’intero settore dovremo destinare un quinto del nuovo fondo per la ripresa, che a mio avviso dovrebbe avere a disposizione un totale di 1.600 miliardi” e anche il Parlamento europeo è su posizioni analoghe.

Se ne è parlato in un videoincontro moderato da Magda Antonioli, direttore Acme Università Bocconi sulla pagina Facebook del Parlamento europeo in Italia.

La Commissione europea ha annunciato che presenterà un piano sul turismo nella seconda metà di maggio. In questo contesto, è importante che gli operatori del turismo possano confrontarsi con i rappresentanti delle istituzioni europee e nazionali sulla definizione di una strategia di sostegno e rilancio per questo settore strategico.

“Siamo a pochi giorni dalla presentazione del piano europeo, che penso possa arrivare il 13 maggio – ha confermato Carlo Corazza, responsabile del Parlamento europeo in Italia – e siamo in pieno dibattito sulle nuove prospettive finanziarie 20-27 e sul recovery plan, che attendiamo entro maggio. La task force europea si è mossa subito con la richiesta di un forte coordinamento europeo e un intervento robusto. Il turismo è uno dei settori più colpiti dagli effetti della pandemia. Questo comparto economico vale oltre il 10% del Pil e dell’occupazione nell’Ue, sono 27 milioni i lavoratori coinvolti direttamente o indirettamente, e ha importanti ricadute su settori chiave quali trasporti, commercio, agroalimentare, industrie culturali e creative, moda, edilizia o cantieristica navale. L’Italia (con 43 miliardi di spesa dei soli turisti stranieri) e la Spagna, le più colpite, e la Francia sono le superpotenze del settore. Se non riparte il turismo, molto difficilmente l’economia europea potrà riprendersi. Lo scorso 21 aprile il commissario Breton ha risposto positivamente e ha partecipato a un videoincontro con i coordinatori europei sul recovery fund a fondo perduto parlando anche di una linea specifica nel bilancio pluriennale dedicata al turismo, che è il settore che deve essere aiutato più di tutti nell’interesse dell’intera economia europea. Breton è anche d’accordo con Franceschini sulla circolazione interna omogenea e non su corridoi privilegiati”.

“Il turismo è un ampio microsistema di imprenditorialità grandi e piccole – ha dichiarato Vito Borrelli, capo f.f. della rappresentanza in Italia della Commissione europea – condizione di cui l’Europa è consapevole. Due sono i capitoli d’azione principali. Primo, le misure di emergenza, con l’immissione di liquidità immediata come quella messa a disposizione dalla Banca centrale, i 100 miliardi del Sure, i 200 per gli investimenti e l’iniziativa di investimento in risposta al coronavirus Plus (Crii+) che ha introdotto un’eccezionale flessibilità nell’uso dei fondi strutturali e di investimento europei. Questi ultimi varrebbero, per l’Italia, circa sette miliardi. Secondo, la necessità di reinventare il turismo di domani, rendendolo più strategico e digitale”.

Secondo Antonio Tajani, parlamentare europeo, presidente Commissione Afco e della Conferenza dei Presidenti, già commissario all’Industria e al Turismo “il turismo è di competenza più nazionale ma serve una visione europea. Non dobbiamo regalare soldi ma investire su imprese che crescono e generano posti di lavoro ed è necessario aiutare questo settore più che ogni altro. Abbiamo chiesto un marchio unico europeo di certificazione turistica perché va tutelata tutta la filiera senza perdere tempo. Va tutelata la concorrenza tra tutti gli Stati, allontanando il rischio di quella sleale, e vanno cambiate le azioni di politica fiscale, ma questo non è un problema europeo. Sì alla detrazione dalle tasse delle spese per vacanze in Europa e il vaccino sarà fondamentale”.

“A giugno ci sarà il dibattito sul turismo per discutere i pacchetti che l’Unione metterà in campo e c’è molto da fare”, ha aggiunto Brando Benifei, parlamentare europeo, capodelegazione PD. “Enorme è oggi il tema sui rimborsi per i viaggi non effettuati che coinvolge viaggiatori, compagnie aeree e tour operator e bisogna lavorare su proposte ragionevoli al di là dei singoli Paesi cercando un equilibrio tra i diritti dei consumatori senza massacrare la liquidità del settore. Bene i voucher a tempi lunghi e al loro rimborso se inutilizzati, con un fondo europeo che copra eventuali insolvenze. Sarà, quello di quest’anno, sicuramente un turismo di prossimità ed è necessario studiare a fondo la situazione per orientare al meglio fondi e sostegni in attesa del vaccino”.

Secondo Mara Bizzotto, parlamentare europeo Lega, commissioni Agricoltura e Occupazione e Affari sociali, “se il turismo riparte è un messaggio positivo per tutti gli italiani. Tuttio vogliono venire in Italia perché è il Paese più bello del mondo e male ha fatto la presidente von der Leyen a dire di rinviare le vacanze. La crisi riguarda tutta la filiera, comprese le guide turistiche, chi si occupa di intrattenimento, nautica e sport e dobbiamo intervenire con forza. Non possiamo aspettare il recovery fund, che partirà nel 2021. Il decreto di marzo non ha sortito gli effetti sperati e quello di maggio non è ancora arrivato. I nostri operatori sono sicuramente in grado di reinventarsi ma dobbiamo affrontare problemi come la direttiva Bolkenstein sulle concessioni, che danneggia il balneario. Servono regole chiare e coerenti, minore burocrazia, aiuti immediati, anno fiscale bianco e detrazioni. Sì al passaporto sanitario europeo e agli accordi bilaterali tra Paesi. Il messaggio che deve passare a livello europeo è che Italia è un Paese pronto a riaprire in massima sicurezza”.

“Il salvifico fund ora si chiama iniziative e significa ci saranno meno soldi”. Carlo Fidanza, parlamentare europeo, capodelegazione FdI, si è detto “preoccupato su efficacia e tempistica, c’è poca certezza sui fondi e su come verranno approvvigionati e distribuiti, e temo le imprese dovranno fare da sole. Abbiamo task force piene di “espertoni” ma nessuno di loro ha esperienza sul turismo. E sui voucher è scontro di interessi legittimi opposti. Abbiamo chiesto un intervento pubblico a garanzia su tutta la filiera che comprenda anche il viaggiatore, di prevedere un fondo specifico per il turismo nel piano di bilancio pluriennale e di ridefinire la Bolkenstein, chiedendo l’esclusione del settore balneare”.

“Mi sono battuto per un fondo ad hoc per il turismo – ha aggiunto Mario Furore, parlamentare europeo, commissione Trasporti e Turismo, M5S – e sono convinto non vada fatta ulteriore leva sui debiti ma su indennizzi e ristori. Sui voucher abbiamo fatto un’interrogazione con l’obiettivo di trovare una soluzione mediana tra consumatori e aziende, con la certezza di restituzione dell’indennizzo. Non possiamo permettere accordi bilaterali che escludano l’Italia bensì sostenere i viaggi in sicurezza in Europa. Il turismo è oggi più che mai legato alla persona e alla salute e tutto l’approccio è destinato a cambiare”.

Paola Olivari

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