Data driven marketing: è il momento delle Pmi turistiche

“Il ruolo dominante delle nuove agenzie rafforza la posizione del consumatore producendo un cambio di paradigma in cui la conoscenza è al centro delle strategie aziendali”. Armando Cirillo, alla guida di Aladino World, illustra le nuove possibilità di sviluppate il proprio mercato attraverso l’intelligenza artificiale nel webinar “Misurare il web con la sentiment analysis”. L’obiettivo aziendale di Aladino World è diffondere in Italia la cultura del data driven marketing per produrre innovazione di impresa. Il filone è quello delle analisi dei big data, ma attraverso una ricerca basata sul sentiment e sviluppata attraverso la business intelligence.

“Le imprese, per pianificare, hanno sempre avuto bisogno di fare ricerche campionarie per individuare i bisogni e creare un’offerta adeguata – afferma Cirillo -. Oggi, grazie alle nuove tecnologie, il consumatore riesce a influenzare sempre di più l’offerta perché non è più ricettore passivo nel mercato”. Il data driven marketing entra qui in gioco analizzando sia il web, sia i social network. Il funzionamento del tool di Aladino guarda ai big data partendo dal web, giungendo all’analisi personale del sentiment attraverso l’agire delle persone sui social network. Tutto questo viene trasformato dall’intelligenza artificiale in numeri, che possono essere utilizzati in modo innovativo.

Questi strumenti partono da dati pubblici accessibili a tutti, perché siamo noi stessi a renderli divulgabili attraverso i social network cui abbiamo dato il consenso. Si mescolano poi a blog, ai video, ma assieme sono un insieme di informazioni destrutturate: “una ricerca su Google può soddisfare solo delle curiosità”. Il tool, invece, separa i dati attraverso l’intelligenza artificiale e li organizza secondo gli obiettivi dell’azienda. “Dati che non sono frutto di un sondaggio campione, ma vengono da un pozzo senza fondo di informazioni da incanalare”.

Tutto diventa possibile: monitorare la concorrenza, vegliare sulla reputazione (fondamentale nel turismo).  Infine, vengono esaminati anche gli influencer. “Le citazioni di alcune personalità che ci consentono di veicolare positivamente le nostre informazioni e che potrebbero sfuggire ad analisi meno attente”. Non sfuggono nemmeno i mercati in cui destiamo maggiore interesse in base alla lingua in cui si cita il marchio e le opinioni che lo riguardano. “Addirittura – afferma Cirillo – prima di pubblicare sui social si può accedere a questo strumento per non sbagliare nemmeno di una virgola l’obiettivo della comunicazione su cui investire quotidianamente, e non sprecare risorse”.

“Questo strumento in Italia viene utilizzato da alcuni partiti politici, da alcune catene alberghiere, coscienti del fatto che un blocco di recensioni negative può determinare l’insuccesso di una struttura e vanno gestite prima che si espandono – afferma il manager – invece a livello internazionale viene utilizzata anche per fare marketing territoriale, e dalla Gdo che controlla il feedback dei consumatori all’istante”. Tuttavia il prossimo passo consiste nell’applicare l’intelligenza artificiale per le Pmi “per trasformare quello che è un mercato di nicchia in un mercato di massa come sta avvenendo all’estero”, conclude Cirillo.

Letizia Strambi

 

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