Pier Ezhaya: “La crisi farà dimagrire il settore”

Dalle interlocuzioni con il Governo alle riflessioni sul futuro del comparto, Pier Ezhaya, direttore tour operating del Gruppo Alpitour, spiega, in questa seconda puntata della nostra intervista, cosa resta ancora da fare.

Una serie di interviste sugli organi di stampa e in tv, il grido lanciato attraverso il Manifesto per il turismo, direttore, è soddisfatto di quanto è stato percepito? “Se mi avesse fatto questa domanda appena uscito il decreto rilancio sarei stato più negativo – argomenta il manager – ero piuttosto depresso. Evidentemente, mettendo a confronti gli sforzi fatti e i risultati c’è un gap”. Ezhaya ribadisce che mai il turismo prima d’ora ha avuto così tanto visibilità, “siamo arrivati ad interloquire con lo staff del premier Conte, con i capigruppo di Camera e Senato, ma mi aspettavo un risultato più concreto”.

Non tutto però è perso: “Siamo ancora in gara, ci sono gli emendamenti presentati, i recovery fund e abbiamo imparato come categoria che se riusciamo a parlare con una voce unica si ottiene di più”. Uno sforzo che il comparto deve fare per scavalcare le barriere. C’è poi un altro aspetto positivo: per la prima volta è stato creato un contenitore (“un pilone”) che contiene il fondo a sostegno di tour operator e agenzie di viaggi con 25 milioni di euro stanziati. Il fondo fa capo al ministero del Turismo, è finanziato dal Governo, anche se era stata chiesta una capienza di 750 milioni di euro. “Negli emendamenti – sottolinea Ezhaya – è stato richiesto di rimpinguare il contenitore”.

Partendo da cosa resterebbe da mettere in campo sul piano delle relazioni istituzionali, il manager commenta: “Sono stati presentati gli emendamenti, tra i quali c’è appunto quello di finanziare meglio il fondo anche scaricando un po’ il bonus vacanze e poi si tratta di lavorare sul recovery fund europeo. Ma prima di tutto – dichiara – abbiamo imparato che non si può parlare con la politica quando c’è il problema, occorre costruire un rapporto nel tempo, dimostrarsi compatti e costruttivi”.

Quale sarà il new deal del turismo organizzato dal 2021 in poi? “Cambierà parecchio – replica il direttore – e ne ricaverà beneficio. La vacanza è un bene prezioso e messo nelle mani di professionisti vale qualcosa, come si è visto nella fase emergenziale. Quindi il settore ne uscirà bene come modello, in grado di dare più garanzie e valori, ma ridimensionato, perché la struttura patrimoniale non è forte. La crisi non finisce a ottobre, durerà anche nel 2021 e forse per un pezzo del 2022”.

Il contesto poi vedrà meno attori in campo, con un possibile ridimensionamento dell’offerta sia nel tour operating che nella distribuzione. Le agenzie sono, così come i tour operator, sgonfi di cassa. Potrebbe esserci un ripensamento nei confronti dei network di appartenenza, che sono diventati strutture molto articolate e quindi onerose?

Quando c’è una crisi forte si cerca di trattenere cassa – risponde Ezhaya – e indubbiamente anche la fee può costituire un problema, ma oggi essere associati a un network ha mostrato la sua importanza, ha dato tanti aiuti al trade e ha tenuto le adv agganciate nei mesi di lockdown con webinar e la spiegazione delle normative”. Fa poi l’esempio di Welcome che ha dialogato con Intesa Sanpaolo per ottenere più facilmente la liquidità dei 25mila euro. “Questo sistema non si smonterà – aggiunge convinto -, viene riconosciuto maggiormente il valore del network. Il vero tema è la massa critica, che permette di lavorare con operatori e banche. Questi duri scenari mettono in evidenza le qualità delle aziende”.

Di questi tempi, però, alcuni network non rischiano di essere sovrastrutturati? “Sicuramente non abbiamo spazi per essere inefficienti. Questo vale per tutti, tour operator e agenzie. Si dovranno valutare gli overlap e le duplicazioni e si dovrà dimagrire. Una botta così violenta ha toccato le radici e la stessa sopravvivenza delle aziende. E’ un tema su cui bisognerà riflettere. Quel che è certo è che alle crisi bisogna arrivarci efficienti, snelli, tecnologici. Quella che stiamo ancora vivendo accelererà processi di efficienza”.

Laura Dominici

Tags: ,

Potrebbe interessarti