Contributo a fondo perduto: i chiarimenti per le adv

"Nel Decreto Rilancio ci sono due contributi, uno è il Fondo specifico per adv e t.o. art. 182, su cui ad oggi non si sa nulla, se non la dotazione che è di 25 mln. Ci potrebbero essere delle modifiche – fa presente Gabriele Milani, direttore di Fto -, sono stati presentati tanti emendamenti, ma ad oggi non si sa. Poi c'è il Contributo a fondo perduto, rivolto a tutte le imprese, è l'art. 25". In merito a quest'ultimo sono uscite le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate, da ieri si può presentare la domanda (c'è tempo 60 giorni), anche le adv, ovviamente, ma è bene avere le idee chiare se si hanno i requisiti. 

Sabato 13 giugno è uscita una circolare della Agenzia delle Entrate, sul Contributo a fondo perduto, Fto ha organizzato tempestivamente un webinar lunedì 15 giugno per comunicare alle adv gli ultimi aggiornamenti fiscali. Come sempre a Pierluigi Fiorentino, consulente fiscale e sindacale Fto, il compito di fare chiarezza. 

"Ci sono novità – ha esordito Fiorentino – per l'attuazione di alcune norme contenute nel Decreto Rilancio. Alcune disposizioni avevano bisogno di essere attuate con provvedimenti successivi". E' accaduto con il credito di imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d'azienda, per cui sono stati forniti chiarimenti ed istruzioni operative.

Ci sono novità in tema di Cigd e Fis. Inoltre, sono stati comunicati i primi chiarimenti per richiedere il contributo a fondo perduto, con la circolare n.15 del 13 giugno. C'è quindi il modello per presentare la domanda. Inoltre, sono stati definiti megli i soggetti beneficiari. Come precisa Fiorentino i beneficiari sono rappresentati da "una platea molto vasta, da cui non sono escluse le adv". Guardando nello specifico si tratta di "esercenti attività d'impresa e di lavoro autonomo, titolari di partita Iva (comprese le imprese di viaggi). Il contributo spetta anche se i titolari e coadiutori di agenzia beneficiano dell'indennità di 600 euro".

E' bene prestare attenzione al requisito numero uno per poter presentare la domanda, cioè "i ricavi non devono essere superiori a 5 mln di euro dell'anno 2019 – sottolinea Fiorentino -, quelli che risultano dalla dichiarazione dei redditi  2020 (periodo di imposte 2019), che non è stata ancora presentata, ma ciò non vuol dire che non si sappia quale sia l'ammontare dei ricavi – fa presente il consulente -. Bisogna fare riferimento alle voci specifiche della dichiarazione dei redditi per vedere di non aver superato la soglia, ma ci sono le istruzioni per individuare la voce giusta". i 5mln di ricavi sono con riferimento "a tutte le attività svolte". 

Fiorentino precisa anche che non si tratta di un contributo a fondo perduto specifico per il turismo, "ma si riferisce a una platea molto ampia, quasi coincidente con i soggetti che applicano l'Isa (ex studio di settore)".

Il secondo requisito deve essere uno dei tre seguenti: "Ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 inferiore ai 2/3 dello stesso ammontare del mese di aprile 2019, con riferimento alla data di effettuazione prestazione dei servizi. Inizio della attività dal 1 gennaio 2019; domicilio fiscale o sede operativa nel territorio dei comuni colpiti da eventi calamitosi i cui stati di emergenza erano ancora in atto al 31 gennaio 2020 (data di dichiarazione dello stato di emergenza da covid-19). Se l'impresa rispetta uno dei tre può accedere al contributo".

Fiorentino fa un passo in più e fa notare che in questo caso la norma "mette nello stesso contributo due concetti, uno è quello di verificare i ricavi determinati con regole del testo unico sulle imposte del reddito", che sono diversi rispetto a quando chiede la verifica del requisito due, "cioè calcolare l'ammontare di fatturato e corrispettivi, che fa venire in mente un concetto ai fini Iva". A suo dire sarebbe stato meglio calcolare "l'ammontare dei ricavi perchè è più complicato andare a coordinare questi due concetti". 

Quanto alla modalità di calcolo, Fiorentino spiega che "la differenza tra l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 va moltiplicata per il 20% per i soggetti con ricavi fino a 400mila euro nel 2019, per il 15% per i soggetti con ricavi superiori a 400mila euro e fino a 1 mln nel 2019, per il 10% per soggetti con ricavi superiori a 1mln e fino a 5mln nel 2019".

La presentazione della domanda è possibile fino al 13 agosto 2020, "questo periodo non è un click day – ci tiene a precisare Fiorentino -, non c'è un ordine di priorità, c'è tempo e dovrebbero esserci risorse sufficienti per tutti. Il contributo è veramente a fondo perduto, è pagato direttamente dall'Agenzia delle Entrate su conto corrente bancario o postale con accredito diretto". La domanda si può presentare in via telematica tramite un software, oltre a procedura web, attiva all'interno del sito della Agenzia delle Entrate, si entra con le credenziali di accesso. Il tutto lo può fare anche un intermediario, per esempio il commercialista. Il consiglio dato dal consulente è quello di presentare "senza fretta la domanda, si può anche rinunciare".

Tra i diversi quesiti posti dalle adv che hanno seguito il webinar ci sono i tempi di erogazione. A tal proposito il consulente afferma che, "una volta controllate la coerenza e la validità delle informazioni inserite, per esempio che il codice fiscale sia valido, c'è un controllo approfondito sul fatto che gli importi inseriti siano validi, da qui poi possono arrivare la notifica della presa in carico o l'avviso di scarto". Il tutto in una settimana, poi c'è un secondo avviso, che può essere o lo scarto con le motivazioni o la presa in carico della domanda. Poi viene disposto il pagamento. Non si sa quando avverrà l'acconto diretto sul conto bancario. Si pensa possano essere una decina di giorni.  
Le adv hanno anche chiesto se siano previste sanzioni se i valori non sono corretti. "Se mi sono accorto di aver fatto un errore sono sempre in tempo a comunicarlo, c'è una riduzione al minimo della sanzione". Diverso il caso se ci si rende conto dell'errore e non lo si dichiara e l'Agenzia delle Entrate si accorge, si va da un minimo che è il 100% del contributo incassato, più gli interessi, al 200%, "ma potrebbe anche scattare il reato".

Attualmente le imprese del turismo che potranno beneficiare della misura prevista dall'art. 25 sono 7.500 (adv e t.o. con ricavi al di sotto dei 5 milioni), cioè quelle che presentavano gli ex studi di settore ora Isa. L'art. 25 solo per il mese di aprile vale 60-70 mln per le imprese del turismo. Milani sottolinea che, tra le richieste che sono state avanzate, c'è quella di "aumentare il numero dei mesi per il calcolo del contributo relativo all'art. 25, cioè non solo la differenza dei ricavi legata ad aprile, ma anche a maggio e giugno". 

Stefania Vicini

 

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