Assicurazioni sotto la lente del bt

Il risk management identifica e cerca di misurare il rischio connesso alle trasferte lavorative per sviluppare delle strategie per governarlo e per intervenire in modo tempestivo ed efficace in caso di una avvenuta problematica legata ad incidente, atto terroristico eccetera.
Non è possibile potere eliminare tutti i rischi e l’obiettivo fondamentale di tale attività è quello di “mappare e trattare” i possibili potenziali “pericoli”, ovvero conoscerli e circoscriverli al fine di cercare di eliminarli quando possibile.
“L’azienda – spiega Dario Bongiovanni, founder t&e consultancy – che ha saputo governare tali rischi mediante la realizzazione di un business continuity plan e trasferire il coefficiente a terze parti, ovvero alle assicurazioni, reagisce immediatamente, fronteggiando e contenendo il danno. È quanto hanno fatto le tmc con lo scoppio della pandemia”.
E il business travel è spesso precursore di modelli che si ripropongono poi nel leisure. Un segmento che, come il turismo di piacere, si trova ad affrontare cambiamenti profondi non solo lato cliente ma anche fornitori. In quest’ottica, anche nella gestione dei viaggi d'affari il fronte assicurativo subirà inevitabili modifiche.
“Il business travel – continua – è un settore particolare, ha i suoi paradigmi. Precorre i tempi e, sul fronte dei servizi, l’albergo lo è ancora di più. Sicuramente si viaggerà in modo diverso. Molti più aspetti passeranno sotto la lente delle assicurazioni. Tutto il mondo è oggi a rischio e le trasferte saranno più lunghe e più complesse. Probabilmente la parte assicurativa sarà via via maggiormente coinvolta nella gestione dei viaggi aziendali”.
“Alla ripartenza – conclude Bongiovanni – in nessuna occasione il settore assicurativo dovrà essere considerato una ancillary, ma parte integrante e inalienabile del viaggio”.
Un’opportunità, dunque, da cogliere.   

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