Car Rental, ruolo strategico per le adv

Un settore che – dopo anni di ottimi risultati dall’incoming vacanziero dall’estero verso l’Italia – si prepara ad una stagione più “autarchica”, rivolta al solo mercato interno, con la sicurezza sanitaria come punto cardine, l’accoppiata prodotto-pricing come leve per far lievitare la domanda e le adv come braccio armato per arrivare a una clientela del tutto nuova.
A tracciare lo stato dell’arte del car rental è stato l’ottavo appuntamento con e-MARTEDIturismo by Guida Viaggi.

Il quadro
di riferimento

Giuseppe Benincasa, direttore generale Aniasa, ha disegnato i tratti principali del quadro di riferimento: “Lo scenario del comparto non è tra i migliori. Nel periodo immediatamente precedente al lockdown e nei mesi di fermo totale abbiamo registrato un -90% di fatturati, con il blocco dei nuovi contratti e attività di sola assistenza. E se è vero che il discorso non si applica in egual misura ai furgoni, con i quali abbiamo offerto sostegno ai settori alimentare e farmaceutico, lo spacchettamento delle competenze e dei regolamenti a livello locale ha generato il caos”. Quanto ai singoli comparti, Benincasa spiega che “il breve termine si è trovato nella tempesta perfetta, con le nuove flotte – acquisite nello scorso autunno – che hanno visto venir meno il classico periodo di maggior redditività. Il lungo termine ha sofferto un po’ meno, mentre il car sharing è del tutto mancato”. Quanto al rapporto con la politica, il dirigente di Aniasa spiega che “a Palazzo Chigi devono capire che se non riparte il rent, non riparte neanche l’automotive, che in questa fase non può contare più di tanto sul retail. Se sommiamo il mondo dell’auto a quello del turismo, arriviamo al 30% del Pil nazionale. Impensabile non occuparsene”.

La sfida
Per gli operatori non resta quindi che ripensare l’offerta su scala nazionale, in attesa dei prossimi sviluppi internazionali. In altre parole, convincere gli italiani a noleggiare un mezzo per andare in vacanza. Una sfida che vede le adv giocare un ruolo fondamentale. “Le crisi aprono opportunità, l’autonoleggio come valida alternativa all’aereo o al treno e Hertz ha un network capillare”. Così si è espresso Massimo Scantamburlo, sales director Hertz Italia. In primo piano, naturalmente, il tema sicurezza: “I protocolli sono stringenti e sono stati rafforzati – spiega il manager -, con la sanificazione, per esempio delle bocchette dell’aria, delle imbottiture e dei punti di contatto esterni ed interni”.
Giancarlo Vitale, marketing & business development manager Leasys Rent, ha commentato: “Oggi speriamo in un riavvio di tutta la macchina. Il flusso internazionale ci preoccupa, per questo ci siamo rivolti all’Italia”. La società ha annunciato la partnership con l'associazione I Borghi più belli d’Italia, nata per sostenere e valorizzare il comparto turistico nazionale attraverso la riscoperta dei piccoli centri e il loro inestimabile patrimonio di storia, arte e cultura. Una collaborazione che “ha l’obiettivo di far conoscere le nostre bellezze a clienti che erano più attratti da destinazioni internazionali”. Non solo, si punta decisi sulle agenzie: “Soffrono tantissimo – ha rimarcato Vitale -; noi cerchiamo di dare loro ossigeno con offerte interessanti”. Hertz si è orientata sia su prodotti “Pay per drive” sia “all inclusive”, ha spiegato Scantamburlo, e rimane “strategica la valorizzazione della partnership con le adv. Ci accingiamo a dare loro ancora più forza, soprattutto pensando che possono avere a che fare con un cliente neo-fita”.
A investire sul canale agenziale è anche Flexible Autos. Durante il periodo di lockdown la società ha tenuto attivo il rapporto con una serie di webinar ed ha messo in atto una politica a favore del mercato Italia, eliminando le penali di cancellazione sull'Italia, con la possibilità di annullare fino allo stesso momento della presa auto, sottolinea Alessandro Patacchiola, direttore Flexible Autos Italia, Spagna, Portogallo, Francia e Belgio. Dal canto suo il broker dà qualche anticipazione sul futuro: "Stiamo sviluppando una nuova linea di prodotto per il mercato Italia per diversificare il noleggio su ruote in tempi brevissimi". Tra le mosse fatte sono state incrementate le info sul sito, "per poter vendere la destinazione Italia, facciamo anche dei focus sulla sanificazione delle auto in quanto le adv devono essere sicure di poter vendere un prodotto che non dia problemi".

Il concetto di viaggio si trasforma
E poi c’è la formula delle auto d’epoca, da noleggiare non tanto per spostarsi dal punto A al punto B, ma per fare del viaggio stesso la ragione della vacanza. E’ il caso di Slow Drive, attiva da 15 anni nel settore e che, come spiega il founder Federico Randazzo, propone “itinerari fuori dal traffico e dalle rotte più battute e mainstream, da godersi a bordo di spider italiane”. L’operatore, che lavora storicamente per il 70% sul mercato degli stranieri in visita nel Belpaese, vede positivamente anche uno scenario rivolto al mercato interno: “Ci sarà sempre una fetta di clientela che sarà felice di scegliere questo tipo di esperienze – rimarca Randazzo -. Noi lavoriamo per rendere l’automobile una componente emozionale del viaggio: non vendiamo un semplice noleggio, ma un’esperienza, che sarà possibile adattare anche alla gita fuoriporta di mezza giornata o al weekend”. In pratica un approccio diverso al concetto di viaggio. Uno scenario in cui si inserisce perfettamente l'idea di spostarsi in moto. Un mezzo che "va incontro alla situazione attuale – fa presente Eligio Arturi, founder Mototouring -. E' espressione del vivere all'aria aperta, con un cliente tipo che è straniero – osserva -, viene in Italia, affitta la moto, ma ora vige uno stato di incertezza su quello che potrà succedere nei prossimi giorni”.  

 

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