Insurance, il futuro è nelle polizze all risk

Diversa, uguale, sostenibile, completa, modulabile, equilibrata, più o meno cara rispetto al passato. Le assicurazioni del post-Covid19 saranno un mix tra tutte queste caratteristiche. Il momento che abbiamo vissuto, e che il mondo sta provando a lasciarsi alle spalle, ha messo a dura prova il travel e oggi le compagnie assicurative affrontano la ripartenza immettendo prodotti nuovi dettati dall’esperienza della pandemia, che le ha messe alla prova con un numero elevatissimo di sinistri che richiedevano altissima velocità di risposta. Il futuro è dunque tutto da riscrivere, ma come?
Christian Garrone, ceo I4T, pensa che “non sarà tanto diversa da quella di oggi”. A suo dire sarà “un prodotto di qualità, con tante garanzie e un equilibrio da mantenere”, tra ciò che offre e il suo pricing. Teniamo presente che oggi esistono già dei prodotti assicurativi che coprono le esigenze che stiamo vivendo in periodo di emergenza sanitaria. Per questo, Garrone porta a riflettere su di un aspetto: “Avremmo mai pensato che un rischio reale sarebbe stato l'annullamento da pandemia in Italia? Se lo avessimo proposto mesi fa, nessuno lo avrebbe acquistato. Se l’aggiungessimo vorrebbe dire che non stiamo pensando a cosa potrebbe succedere in futuro”. Che cosa significa? Semplice, che guardare avanti vuol dire avere “reattività, tutte le compagnie del travel sono molto veloci a fare cambiamenti nell'arco di poco tempo”.
Caratteristica che hanno ben dimostrato in questo periodo. La reattività dovrà, quindi, essere il focus.
Un altro elemento chiave sarà la “flessibilità, per valutare velocemente quanto sta accadendo”.
Non aspettiamoci che la polizza del futuro sia stupefacente, “la polizza wow non esiste”, mette in guardia Daniela Panetta, head of sales Ergo. Secondo la manager “la grande mole di sinistri che abbiamo gestito farà da selezione, sul campo resteranno partner seri, affidabili, coerenti e da qui ripartiremo per andare a innovare”. Perché certamente elementi d’innovazione saranno apportati. Basti dire che il settore avrà di fronte un utente “più consapevole del rischio – afferma Panetta – ci vorrà pertanto una maggiore informazione a livello precontrattuale, le compagnie offriranno le loro soluzioni volte a un cliente più consapevole, in quanto è cambiata la percezione del rischio”. Si dovrà lavorare sulla sostenibilità. L'altra parola chiave è questa, ma “per essere valida deve mantenere la promessa di ogni assicurazione nel breve e lungo periodo, cioè dare una risposta che duri nel tempo”.
Sarà quindi più facile o più difficile – ovvero più caro – vendere le assicurazioni di viaggio? La domanda è lecita, visti gli scenari che si prefigurano.
Secondo Aldo Bevilacqua, direttore generale Aidit, la domanda dei viaggiatori “crescerà nei confronti dei prodotti assicurativi, ma dovranno esserci prezzi che non mettano i prodotti fuori mercato. Il problema delle adv sarà soddisfare la domanda, per questo ci si dovrà rivolgere ora più che mai a prodotti di qualità con l'aiuto dei broker”. La sfida è questa. Servirà quindi fare un percorso per rendere i viaggiatori consapevoli e le adv ancora più brave a suggerire polizze ricche di servizi.
Dal canto suo la filiera ha dato grande prova di sé, dimostrando “di essere più sul mercato del turismo fai da te – osserva Michele Cossa, amministratore delegato di Borghini e Cossa -. Già il discorso dell'Idd aveva reso la distribuzione più matura, pertanto il canale agenziale può svolgere un lavoro corretto di proposizione del tema assicurativo”.
È una responsabilità, ma anche una grande opportunità che ha in mano e questo è il momento di farlo capire al mercato.                                .

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