Movimento debole e una certa apprensione

“Le prenotazioni che stanno arrivando sono sul Mare Italia e non solo: si cercano case vacanza e incominciano anche le richieste sulle aree interne”. A tracciare un quadro del trend attuale in agenzia è Ivana Jelinic, presidente di Fiavet. In termini di durata, secondo la manager si va dal weekend di due/tre notti fino ai sette giorni, mentre per le case la richiesta è anche quindicinale, “forse perché si ha la  percezione che la locazione della casa sia di costo inferiore e la pianificazione del soggiorno è più lunga”. Quanto alla tipologia di soggiorno, “si richiedono b&b– spiega il presidente – e mezze pensioni, mentre per quanto riguarda gli alberghi si privilegiano strutture con ampi spazi rispetto al classico hotel. Il concetto di distanziamento sociale è stato fatto proprio e si traduce per una struttura in un elemento di valore”. Lo stesso dicasi per le spiagge: “Alcune località sembrano riprendersi – commenta Jelinic -; mi riferisco alla Riviera romagnola, al Cilento, alla Costiera. La gente ha voglia di muoversi, di momenti di pseudo-normalità e alcune località in questo senso possono essere privilegiate. La percezione è che vadano Campania, Emilia Romagna e Puglia. Per quanto riguarda le isole – prosegue la manager – permane una certa dose di diffidenza: sono state vittime di una comunicazione altalenante che ha generato un po’ di incertezza e perplessità. Non manca qualche richiesta in più rispetto al passato per la collina e la montagna. Dato che si ricercano case, la disponibilità è ridotta perché la domanda sta aumentando”.
“Nei primi giorni di riapertura delle agenzie, il 20 maggio, il prodotto weekend è stato il più richiesto – segnala Gabriele Milani, direttore nazionale Fto -. In questo momento, invece, sta crescendo la domanda mare Italia e i tour di turismo di prossimità. Ovviamente tanta Italia – prosegue il direttore -, incremento di montagna e formula residence, ma le classiche destinazioni mare restano in cima ai desideri”.

I segnali
Quali segnali di interesse si registrano da parte delle agenzie? “Si tratta di primi cenni – risponde il presidente -, non si può parlare di vendite cospicue o di un movimento significativo. E’ tutto molto flebile. Ci sono parecchie richieste di preventivi e di informazioni, ma poche concretizzazioni”. Quali previsioni è possibile formulare? “Auspichiamo assolutamente che luglio e agosto si salvino, anche se non abbiamo la presunzione di avere un sold-out quest’anno. Pensiamo che le prenotazioni saranno last-minute”. Generano sicuramente incertezza i temi delle cancellazioni e dei rimborsi: “Si tratta di un elemento di criticità – puntualizza Jelinic -. La scelta è influenzata dalle policy commerciali, se non si ha la sicurezza della cancellazione non si prenota in anticipo”. Milani riscontra “ancora molta preoccupazione sulla ripresa della domanda, ma comunque, anche se lentamente,  le richieste di preventivi stanno ogni giorno crescendo, in alcune situazioni anche in maniera più interessante del previsto. E’ presto – rimarca, tuttavia, il manager – per individuare una tendenza”.

Il rebus prezzi
C’è, però, una nube all’orizzonte: “Ahimè, già registriamo sui prodotti più richiesti un aumento dei prezzi – evidenzia il presidente -. Dipende dalle singole località e aree, ma per alcune destinazioni che non hanno grande disponibilità e con determinate caratteristiche si parla di incrementi del 30-40%”. Per quanto riguarda le prime proposte sull’estero “i prezzi sono ancora calmierati. Penso all’Egitto –  afferma la manager -, che registra cifre decisamente più basse rispetto allo scorso anno, in cui c’era stato un buon ritorno”.
Fto ritiene che eventuali rincari sarebbero “un grosso errore e che chi dovesse applicarli avrà un ulteriore impatto negativo sulle vendite.  Al momento il primo obiettivo di tutti è far ripartire la domanda – sostiene Milani -. Poi i prezzi risentiranno della minore offerta che avremo a disposizione, ma anche di come si orienterà la richiesta e con i prezzi dinamici si determinerà un nuovo equilibrio oggi onestamente non prevedibile”.
Si prospetta, insomma, “un’estate complessa per tutta la filiera, con condizionamenti che è difficile capire come si svilupperanno, come il trasporto aereo e ferroviario. C’è poco prodotto, quindi, sul quale si fa fatica a fare previsioni. Già storicamente le giornate di sole aumentavano le richieste, quest’anno viviamo anche i dati e i numeri del Covid-19”, conclude Jelinic.               

Tags: , ,

Potrebbe interessarti