Riparte l’estate di Alpitour

Dopo l’apertura del corridoio italiano, l’estate 2020 di Alpitour si rafforza con le prime partenze per le mete estere, in particolare Spagna e Grecia a partire dall’11 luglio. “Sono le destinazioni che possiamo considerare certe e a normativa”, aveva dichiarato a suo tempo Pier Ezhaya, direttore tour operating di Alpitour World.
Un altro corridoio è rappresentato dall’Egitto e con molta probabilità la Tunisia. In Grecia il gruppo ha selezionato le isole principali concentrandosi sui grandi poli come Rodi, Creta, Mykonos. In Egitto verranno operati i tre poli di Sharm el Sheikh, Marsa Alam e Marsa Matrouh, anche se con meno voli.
Si è infittata, intanto, la programmazione Italia, aprendo tutte le isole, i villaggi, con i vari brand e naturalmente mirando agli aeroporti. I protocolli sanitari sono stati rispettati. “Per i VoiHotels abbiamo scritto i nostri protocolli e siamo sicuri al 100% di rispettare le normative, con un adattamento regione per regione. Sull’estero abbiamo verificato che seguissero le norme dell’Oms. In questo siamo abbastanza sereni. In Egitto in particolare si sono mossi prima e quindi da maggio hanno iniziato un’attività di rodaggio. A giugno le strutture egiziane hanno testato la tenuta dei protocolli con un 25% circa di occupazione e da luglio si apprestano a gestire un livello occupazionale più normale”.

Ipotesi lungo raggio
Ai corridoi di prodotto già menzionati, si affianca l’ipotesi di riaprire l’East Africa con Kenya, Tanzania, Zanzibar (da agosto) e Madagascar, mentre sui Caraibi resta il punto di domanda per settembre e ottobre. “Un altro grosso tema sono le Maldive – ha ricordato Ezhaya – che ad agosto vedevano di solito un buon flusso di italiani. Sull’arcipelago non sappiamo ancora se opereremo con un volo nostro o di linea. Si tratta di aprire villaggi che sono stati chiusi e quindi le valutazioni devono essere caute. Il lungo raggio all'inizio sarà comunque leggero”.
Gli operativi voli porteranno la firma di Neos e i colleganti si concentreranno sugli aeroporti principali come Milano e Verona. “Stiamo pensando, per il mese di agosto, di attivare eventuali collegamenti su Bologna, Bergamo e Roma – ha poi commentato il manager – ma in termini di volato non avremo una rete capillare come gli anni scorsi, anche se avremo un’offerta di tutto rispetto con partenze nei week end, quindi vantaggiose per i clienti”.
Sul fronte istituzionale la speranza è quella di far accogliere qualche emendamento e di agganciarsi al treno del Recovery Bond. Ezhaya ha anche citato l’aspetto positivo del fondo  a sostegno di tour operator e agenzie di viaggi con 25 milioni di euro stanziati. Il fondo fa capo al ministero del Turismo, è finanziato dal Governo, anche se era stata chiesta una capienza di 750 milioni di euro.
Quale sarà il new deal del turismo organizzato dal 2021 in poi?
“Cambierà parecchio – ha replicato il direttore – e ne ricaverà beneficio. La vacanza è un bene prezioso e messo nelle mani di professionisti vale qualcosa, come si è visto nella fase emergenziale. Quindi il settore ne uscirà bene come modello, in grado di dare più garanzie e valori, ma ridimensionato, perché la struttura patrimoniale non è forte. La crisi non finisce a ottobre, durerà anche nel 2021 e forse per un pezzo del 2022”.

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