Un incoming da ricostruire

L’indagine sul turismo internazionale illustrata da Banca d’Italia a inizio mese e relativa all’anno 2019 fa ben capire in quale congiuntura si è inserita l’emergenza sanitaria. Secondo l’analisi, lo scorso anno la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia (44,3 miliardi di euro di entrate) ha continuato ad aumentare a un tasso sostenuto (6,2%), ancora sospinta dai turisti provenienti dai Paesi europei e dal Nord America. La spesa dei viaggiatori italiani all’estero (27,1 miliardi) è cresciuta in modo analogo (6,3%). Alla crescita delle entrate turistiche dell’Italia nel 2019 ha contribuito soprattutto la spesa dei viaggiatori provenienti dalla Germania e dall’Austria, tra i Paesi europei, oltre che dagli Stati Uniti e dal Canada.
Le entrate riconducibili ai viaggiatori asiatici, il cui peso sul totale rimane ancora piuttosto limitato, erano tornate a crescere. Sebbene la spesa dei viaggiatori in Italia sia aumentata sia per viaggi d’affari sia per vacanze, è stata quest’ultima tipologia a trainare la crescita delle entrate, in particolare la spesa per vacanze in montagna e balneari, mentre quella per vacanze culturali o in città d’arte, la tipologia più diffusa tra gli stranieri in Italia, è aumentata a un ritmo più modesto.

Il quadro del 2020
Dall’inizio del 2020 la progressiva diffusione dell’epidemia di Covid-19 ha cambiato completamente questo scenario positivo; nel mese di marzo sia le entrate per viaggi in Italia sia le uscite per viaggi degli italiani all’estero hanno registrato una severa contrazione. L’emergenza ha determinato, all’inizio di marzo 2020, l’interruzione della rilevazione campionaria alla base dell’indagine sul turismo internazionale dell’Italia; sono stati attivati canali informativi alternativi per la stima della bilancia turistica, basati principalmente sui dati di telefonia mobile e sulle transazioni con carte di credito e di debito. “L’impatto dell’epidemia sui flussi turistici, che ha iniziato a manifestarsi già dalla fine di febbraio, è rilevante – spiega in una nota Banca d’Italia -; in marzo vi sarebbe stato un calo nell’ordine dell’80% rispetto allo stesso mese del 2019 delle entrate per viaggi nel nostro Paese e del 70% delle uscite per viaggi all’estero degli italiani”. Ora lo scenario potrebbe cambiare nuovamente: il turismo europeo è tornato in attività, ma secondo l’Ectaa esistono ancora troppe restrizioni di viaggio infondate. L’associazione accoglie con favore il lancio da parte della Commissione europea di un sito web dedicato che fornisce informazioni su dove e come i cittadini dell'Ue possono viaggiare e cosa possono aspettarsi a destinazione. “Ciò li aiuterà a pianificare con sicurezza i loro viaggi e vacanze in Europa – argomenta Ectaa – rimanendo al sicuro. Ma non basta e esistono ancora troppe restrizioni di viaggio infondate”. Per questo l’associazione invita tutti gli Stati membri a seguire le raccomandazioni della Commissione europea per una soppressione coordinata delle restrizioni alle frontiere interne laddove vi sia sufficiente convergenza della situazione epidemiologica e laddove siano previsti i necessari mezzi precauzionali e di sicurezza.

La spinta del primo luglio
Altra spinta riguarda poi i viaggi da e verso i Paesi extra Ue a partire dal 1 ° luglio.
Anche in questo caso l’invito è di riaprire i confini. “Le restrizioni generali sui viaggi senza tener conto delle situazioni epidemiologiche sono infondate e ostacolano la fragilissima ripresa economica del settore turistico. Molte destinazioni turistiche popolari del bacino mediterraneo e altrove soddisfano i criteri della Commissione e dovrebbero essere considerate prioritarie”, ha commentato Pawel Niewiadomski, presidente dell'Ectaa. C’è già chi fa i conti sul traffico potenziale all’interno dell’Ue, considerando il via libera del 15 giugno scorso.   Secondo una ricognizione di Coldiretti, con l'apertura delle frontiere scatterebbe il via libera a quasi 25 milioni di turisti europei che lo scorso anno hanno scelto l'Italia per andare in vacanza durante l'estate. I turisti più affezionati, ha dichiarato Coldiretti, sono i tedeschi con circa 7 milioni di viaggiatori in Italia durante l'estate, seguiti dagli oltre 4 milioni di francesi e dai 3,3 milioni di austriaci. La riapertura dei confini comunitari rappresenta una opportunità per il turismo made in Italy dopo che, per Coldiretti, ha perso una ventina di miliardi negli ultimi tre mesi riconducibili ad alloggio, ristorazione, trasporto e shopping degli ospiti italiani e stranieri. Secondo l’Enit i visitatori internazionali che pernottano dovrebbero diminuire del 49% (pari a 31 milioni di visitatori) e si tornerà ai livelli pre Covid-19 nel 2023. Un’indagine di Demoskopika/Statista parla di un calo degli arrivi che si fermerà a quota 29 milioni, con il Veneto (-4,6 milioni), Lombardia (-3,9 milioni), Toscana (-3,3 milioni), Lazio (-2,9 milioni) ed Emilia Romagna (-2,5 milioni) nella top five delle regioni più colpite. Sempre Enit, però, avverte anche che circa 300 mila persone si stanno interrogando su una potenziale vacanza in Italia, come risulta dai monitoraggi online.   

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