Alto Adige modello da imitare

Non lo dicono apertamente, ma lo lasciano intuire: se un imprenditore del turismo dà forfait dopo due o tre mesi di lockdown è perché le sue basi non erano sufficientemente solide. Il breve viaggio in Alto Adige organizzato dall’agenzia di marketing regionale Idm Alto Adige, tra strutture ricettive e cantine a Bolzano e Caldaro (nella Bassa Atesina), fa capire quanto innovazione, originalità e chiaro posizionamento di mercato possano aiutare gli imprenditori a superare anche le ultime avversità dettate dal Covid-19 e, aspetto non scontato, far allungare la permanenza media dei soggiorni. Tra le strade del centro storico di Bolzano spiccano gli esempi di una vivace contaminazione tra retail (negozi di abbigliamento, accessori, articoli sportivi) e varie forme di ricettività o ristorazione. La recente riapertura dei confini ha rianimato le vie pedonali del centro e turisti italiani, tedeschi e austriaci hanno ripreso a frequentare la destinazione. Il primo esempio di reattività che incontriamo è quello messo a segno dal marchio Sportler, tanto noto agli amanti dello sport, che vanta, oltre ad un bar, un ristorante (Restaurant 37) all’ottavo piano di un edificio storico nel centro del capoluogo, sviluppato lungo il perimento di un cortile a lucernario.
Altro caso di felice connubio è quello della famiglia Rizzolli, specializzata nella vendita di scarpe e accessori, che ha rinnovato un edificio storico nel centro di Bolzano (ex cappelleria del 1870) per farne un b&b stiloso (il Goldenstern Townhouse) composto da 11 camere junior suite e 5 appartamenti e che ha particolare successo presso una clientela giovane e dinamica.
Un’altra storia di successo, così come tutte quelle incontrate nel viaggio, riguarda una famiglia e la sua passione per l’accoglienza. Nell’esempio specifico si tratta della famiglia Podini (Podini Holding) che a Bolzano ha aperto il 20 novembre scorso il primo 5 stelle della città (Castel Hoertenberg) dopo un lavoro di rinnovamento multimilionario (circa 6 per la ristrutturazione e una ventina per l’investimento immobiliare, ndr). Normalmente la clientela è formata da un 60% di ospiti a lungo raggio (americani, australiani) e da un 40% di svizzeri, tedeschi, austriaci e italiani. “Abbiamo approfittato del lockdown – spiega il direttore Stefano Noviello – per rifare la piscina. Ora abbiamo riaperto anche la Spa e per quanto riguarda il piano di sanificazione sono state apportate soltanto piccole modifiche rispetto all’ordinaria amministrazione. Quel che notiamo è la maggior durata del soggiorno medio, passato da 2 a 3 notti e un Revpar aumentato, con ricavi per F&B che arrivano al 50% sul totale”. Il concept adottato “è quello della guest house che garantisce un feeling intimo con l’ospite, assicura la privacy” e poggia su un interior design moderno e funzionale.

Lungo la strada
del vino

Da Bolzano, lungo la Strada del Vino, si raggiunge il Lago di Caldaro, il lago balneabile più caldo delle Alpi. I vicini vigneti, che si sviluppano su una verticale che va dai 200 ai 900 metri di altitudine, invitano a fare escursioni e gite in bicicletta. Vigneti, meleti e cipressi sono i principali tratti distintivi del paesaggio della Bassa Atesina. Oltre ai tanti castelli (circa 40 nella sola conca di Bolzano, la più alta densità di tutta Europa) e agli altrettanto numerosi laghi balneabili, come il lago di Caldaro o i laghi di Monticolo, in quest’area si trova oltre l’80% dell'attività vinicola altoatesina. Tra le soluzioni ricettive, l’Haus am Hang, un albergo 4 stelle all’insegna del relax sulla collina che guarda il lago e che offre ai propri ospiti un tranquillo punto di balneazione, o il concept dell’albergo diffuso sposato dalla famiglia Gius nel centro storico di Caldaro. Anche qui la teoria dei vasi comunicanti ha aiutato un’impresa di famiglia nella realizzazione di un design hotel con 9 suite (all’arrivo ci si trova di fronte una magnifica Spa al posto della classica reception che invece è raggiungibile in un secondo momento con l’ascensore) al quale si associa Gius La Diffusa, una parte ricettiva esterna, nel centro del paese, con 7 appartamenti-suite. Nel design hotel si trovano in vendita capi di abbigliamento e articoli per la casa, mentre un boutique cafè (Nonnaglueck) della stessa proprietà – aperto tre anni fa – accoglie i turisti e i tanti residenti che vi fanno tappa per uno dei brunch più rinomati di tutta la zona. Target giovane anche per questo design hotel, che accoglie turisti in prevalenza da Nord Europa, Germania, Svizzera, Austria e Italia e ha avuto la fantasia di offrire ai propri clienti la formula del “dinner hopping” collaborando con una decina di ristoranti, tra cui uno stellato.
Punto forte del luogo è poi la piccola ma ottima produzione di vini (bianchi e neri) che mette in gara le varie cantine con l’arma dell’architettura. Ne è un esempio Kurtatsch (cooperativa fondata nel 1900 con 190 aziende famigliari che coltivano 190 ettari), con un 80% di vigneti in pendenza, 13 varietà e due linee di prodotto, che si è di recente trasferito in una nuova e avveniristica sede. “Il 50% del mercato – avverte il direttore commerciale Paul Tauferer – è in Alto Adige, con un 25% di vendita nel resto d’Italia e un 25% all’estero per una produzione annuale di 1,5 milioni di bottiglie”. Nelle vicinanze, da provare per una cenetta romantica in estate, l’esperienza dell’Ansitz Romani, un’antica residenza medievale a Termeno che ora ospita un b&b e una “taverna” (Taberna Romani) con un ampio giardino per cene all’aperto.
Infine, un tuffo nell’architettura e nell’interior design anni Settanta, al 4 stelle Seehotel Ambach, aperto nel ’73 e che tuttora conserva tanti arredi e luci dell’epoca. La struttura si compone di 21 unità abitative, una suite ed ha una storia avvincente, che il suo proprietario, Klaus Maran racconta con passione, ricordando la zia Anna e la sua idea di commissionare all’architetto Othmar Barth il progetto dell’hotel. La zia dell’attuale proprietario si affidò ciecamente all’architetto e anche per quel che concerne le successive misure di conservazione non toccò mai nulla senza prima rivolgersi a Barth.   

Tags: , ,

Potrebbe interessarti