Chiarezza e condivisione la regola per le reti di impresa

Condivisione equa di rischi e benefici, chiarezza negli obiettivi e un “accompagnamento” nei progetti. Sono queste le regole per far funzionare le reti di impresa. E’ emerso nel corso di un webinar organizzato dalla società di avvocati Nexima in collaborazione con Piccola Confindustria Bari e Bat e Legacoop Puglia. La premessa è che il sistema delle imprese può accompagnare il “next normal” nella fase post Covid e l’esperienza del distretto è significativa per la combinazione del ruolo dei soggetti pubblici e quello di aggregazione delle imprese. Ne è un esempio il distretto turistico Costa d’Amalfi che è riuscito a partecipare ad un bando di Invitalia e ha ottenuto un finanziamento di 29 milioni di euro da impiegare sul territorio. Andrea Ferraioli, presidente del distretto Costa d’Amalfi e presidente della rete di imprese Costa d’Amalfi (67 soggetti iniziali in rappresentanza di tutto l’ecosistema turistico del territorio), non nega le difficoltà iniziali: “Non ha avuto subito le leve finanziarie per portare avanti i progetti, poi è stata trovata la soluzione di costruire in seno al distretto una rete soggetto, con una sessantina di soci che è diventata il braccio operativo del distretto. Da qui l’autonomia finanziaria attraverso le quote dei soci e la partecipazione ai bandi”.
In che cosa consiste il contratto di rete? Anna Del Giudice, partner di Nexima, ha spiegato che “la Regione Puglia è stata lungimirante, introducendo nel 2009 l’istituto delle reti di impresa. La forza è nello scopo inserito nella legge del 2009 per accrescere la potenzialità delle Pmi e della loro innovazione con uno strumento agile. E’ stata prevista l’aggregazione di imprese anche in destinazioni differenti. Anche in futuro si dovrebbe prevedere una interazione tra territori regionali differenti. Da sottolineare – ha aggiunto – che lo strumento ha avuto maggiore diffusione nelle regioni del Centro-Nord ,anche se finalizzato alla crescita di Pmi, che è poi il tessuto principale dell’imprenditoria del Sud”.
Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha fatto emergere i punti deboli: “Quando si cerca di piegare ad una politica industriale, commerciale il capitalismo, la fatica è notevolissima. Meglio quando sono gli imprenditori a portare avanti i progetti delle reti. Certo è che costruire reti transnazionali, reti di trasporto intermodali utilizzando le esternalità di ciascuno a favore dell’altro non è facile. In Puglia – ha ricordato – ci sono 16-17 distretti, ma molti di questi sono virtuali. Non nascondo che mi interrogo: quali sono i tasti per attivare una rete di impresa?”. Il presidente della Regione ha poi dichiarato: “Mi auguro che la legislazione nazionale e regionale siano utili e non dannose, ma si sa quanto sia difficile che una legge faccia scattare uno spin off. Sarebbero più utili norme europee”.
Ernesto Somma, responsabile incentivi ed innovazione di Invitalia, ha detto: “Ci sono questioni profonde che spiegano almeno in parte la divaricazione tra la volontà del legislatore di attivare percorsi di collaborazione stabile tra imprese e i risultati di diffusione degli strumenti. Sulla base delle esperienze in Italia riusciamo a individuare elementi ricorrenti nel caso di reti virtuose. E’ importante la chiarezza sugli interessi comuni che uniscono la rete di impresa. Uno degli elementi di insuccesso è l’assenza di relazioni stabili. Altro elemento importante è l’emergere di uno o più soggetti dotati di leadership per tenere legate le parti in causa”.
Per Teresa Caradonna, presidente di Piccola Industria di Confindustria Bari e Bat  “è un fattore culturale. Le imprese sono più mature e predisposte ad associarsi ma i tasti da premere per farne capire l’utilità quali sono? Sappiamo – ha affermato – che ci vuole crescita e competitività. Dal 2009 Confindustria è attiva su questo e ha creato un’agenzia per le reti. Non bisogna continuare ad inquadrare l’imprenditore come la figura che pensa al mero profitto, questa pandemia ci ha lasciato l’abitudine a lavorare in modo diverso e ha attivato meccanismi virtuosi di solidarietà spontanea senza forma giuridica. Abbiamo scoperto che bisogna ricostruIre la filiera e la catena del valore”.
“Il Mezzogiorno ha bisogno di progetti – ha concluso Carmelo Rollo, vicepresidente nazionale e presidente di Legacoop Puglia -.  Noi siamo impegnati nel costruire una strategia del territorio. Per cambiare il paradigma dobbiamo essere accompagnati. Il tema è questo: bisogna essere sostenuti, non solo per la finanza ma anche con politiche di condivisione e co-progettazione”.

Tags: , , , , , ,

Potrebbe interessarti