Dmo e consorzi: la sfida per i territori è il cambio di paradigma

I player dei territori come stanno ripensando la loro offerta? Investono per salvare l’estate o guardano al 2021? A fare il punto l’e-MARTEDIturismo organizzato da Guida Viaggi ed About Hotel in collaborazione con Risposte Turismo. Si è partiti dai risultati di una nuova indagine di Risposte Turismo, che ha raccolto le opinioni di oltre 100 soggetti per altrettante destinazioni italiane. “Si tratta di un'indagine sui responsabili di destinazione e sui consorzi”, ha spiegato il presidente Francesco di Cesare, che ha illustrato quanto emerso. Alla domanda se gli interlocutori si stessero impegnando in campagne promozionali legate al periodo che stiamo vivendo, il 31% si è espresso in senso affermativo, dichiarando di aver già lanciato una campagna, il 42,6% ha risposto che la lancerà, solo il 16% ha affermato di non aver realizzato alcuna iniziativa. Il 57% è impegnato in nuovi progetti e più di uno su due ha fatto una revisione dei contenuti sulle piattaforme online. Si è poi domandato se il focus fosse sull’estate 2020, sull'autunno-inverno o sul 2021-22: il 43% sta indirizzando i propri sforzi sull'estate, il 24% sull'autunno-inverno, il 21% sul 2021 e il 12% sul 2022 e a seguire. Le destinazioni si stanno concentrando su un prodotto in particolare o su tutti? Il 52% ha risposto tutti i prodotti, il 40% su alcuni in particolare e l'8% su nuovi prodotti e segmenti. In termini di tipologia, quelle che ricorrono maggiormente sono il turismo outdoor, il cicloturismo, il turismo slow e il mare. Temi che abbiamo sentito nominare più volte in questo periodo, al punto tale che ci si può domandare se i territori non corrano un rischio appiattimento. Il rischio c’è, ma si può ovviare. “La differenza si giocherà sui prodotti e questo l'abbiamo fatto presente agli operatori turistici – dice Manuel Corso, direttore Apt San Martino di Castrozza, Primiero e Vanoi -. L'esperienza turistica deve essere nuova rispetto al passato. Non si tratta solo di alzare la saracinesca, ma di un altro piano di distribuzione del prodotto e di rendersi visibili e prenotabili”. Secondo Mara Maggiore, Osservatorio e Destination Audit – Agenzia Regionale Puglia Promozione, è più un discorso di “condivisione di interessi comuni”. A definire le strategie della regione "sono le esigenze reali del territorio”, ma spesso, le linee guida “sono calate anche dall'alto, soprattutto per chi utilizza fondi comunitari”. Ora “la domanda per tutte le Dmo non è più quanti turisti far venire, ma cosa offrire di qualitativamente differente”.
C’è chi sostiene che serva un “cambio di paradigma economico e turistico, il modello mass market va rivisto – afferma Stefan Marchioro, Direzione Turismo Regione del Veneto – Progetti territoriali e governance del turismo -, essendo basato sulla quantità rispetto alla qualità”. Il tema dell'overtourism riguarda un po tutti, “riguarda tutto ciò che avviene sulle piattaforme, ma senza alcuna gestione da parte delle destinazioni o regioni”, salvo casi virtuosi. A suo dire non si deve più “puntare solo sulla leva del prezzo, ma organizzare le destinazioni sul digitale”, come hanno fatto altri Paesi europei. Concorda
Silvia Nicolis, delegata Dmo Garda, componente di Giunta Cciaa Verona, che introduce il concetto di “fare sistema coordinato in termini di interazione tra Dmo e Regione Veneto”. Il secondo punto è la digitalizzazione, come “processo culturale di impresa”, il terzo comunicazione e promozione congiunta e organizzata. Riorganizzazione sul turismo di prossimità e destagionalizzazione le carte giocate dal Distretto Turistico Costa d'Amalfi Rete Costa d’Amalfi. E’ stato presentato “un progetto per restare aperti fino a novembre e dicembre”, rivela il presidente, Andrea Ferraioli

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