Per Cuba la spinta arriva dai progetti

Il 2019 non è stato un anno facile per Cuba, anche a causa dell’inasprimento del blocco: il Paese ha accolto 4.275.561 visitatori, rimanendo al 90,70% rispetto al 2018, motivato dal decremento del comparto crocieristico con 429.872 passeggeri in meno, fatto che ha inciso negativamente sul risultato generale.
“Il numero di turisti italiani arrivati nel 2019 – spiega Madelén González-Pardo Sánchez, consigliere dell’Ufficio Affari turistici dell’ambasciata della Repubblica di Cuba – è stato complessivamente di 133.436 visitatori, di cui solo 10.786 crocieristi, oltre 31mila in meno rispetto al 2018. Dato sul quale ha influito lo stop delle operazioni da parte di Msc Crociere nei primi mesi dell’anno”.
A dispetto dei numeri, “i tour operator italiani riconoscono il valore storico, culturale e naturalistico della destinazione, così come le belle spiagge ma, soprattutto, sanno che si tratta di una destinazione sicura e con un clima invidiabile”, afferma la manager, spiegando che il nostro mercato continua a prediligere il prodotto ‘sole e spiaggia’, soggiorna principalmente a Varadero e Cayo Largo, e nei villaggi italiani.

I piani di espansione
Per riposizionare l’offerta turistica, il Paese sta portando avanti dei progetti immobiliari-alberghieri. “Nel 2019 abbiamo concluso i nostri piani d’espansione con la costruzione di 3mila400 camere, con standard di alta qualità –  dichiara Madelén González-Pardo Sánchez – mentre a Varadero si lavora ad un ambizioso piano di rafforzamento delle strutture extralberghiere.
Per quest’anno è stimata la conclusione dei lavori per 26 progetti immobiliari, attraverso la creazione di 4.200 camere. “E’ stato da poco inaugurato a Trinidad, città patrimonio dell’umanità, il secondo hotel 5 stelle Hotel La Popa, della catena Cubanacan con 52 camere – commenta la manager – mentre nella Valle de los Ingenios è stata inaugurata l’hacienda Buena Vista che, insieme all’hacienda Guachinango, di recente ristrutturazione, permette di conoscere le origini e l’opulenza della produzione di zucchero in questa parte dell’arcipelago durante il dominio spagnolo”.

Gli investimenti
stranieri

La direttrice  sottolinea poi la crescita della partecipazione straniera nello sviluppo del turismo cubano: attualmente sono 21 le gestioni alberghiere di prestigio internazionale con 45mila 333 camere, raggruppate in 95 contratti di amministrazione e commercializzazione. Questo significa che attualmente il 65% della commercializzazione delle camere dell’Isla Grande è gestito da investitori esteri. Inoltre, sono presenti nel turismo 27 imprese miste, che già operano 5mila camere, con la stessa modalità.
Il programma di sviluppo fino al 2030 vede in campo 610 nuovi progetti, per arrivare ad offrire 103mila camere entro i prossimi 10 anni. 
La stima non arriva a esprimere il potenziale del Paese, identificato in 400mila camere. Questi progetti amplieranno l’offerta per il turismo internazionale ma anche per il segmento Mice. 

La fase post Covid-19
La direttrice spiega le varie fasi che porteranno alla riapertura di tutto il Paese al turismo internazionale. “La ripresa dell’attività turistica a Cuba passa attraverso tre fasi di una prima tappa di ritorno alla normalità. La Isla Grande è entrata nella fase 1 il 18 di giugno, con esclusione de La Habana. L’attività era riservata esclusivamente al turismo nazionale. La fase 2, iniziata il 1° luglio, vede una parziale apertura al turismo internazionale di alcuni cayos dell’Arcipelago Jardines del Rey: Cayo Santa María, Cayo Coco, Cayo Cruz, Cayo Guillermo y Cayo Largo del Sur. Aperti gli aeroporti di Cayo Coco, Santa Clara e Cayo Largo del Sur ai voli internazionali diretti e charterizzati. All’arrivo in aeroporto verrà effettuato il test gratuito del covid (Pcr)”.
La direttrice sottolinea che in ogni struttura alberghiera sarà presente uno staff medico in servizio 24/7 composto da un medico, un’infermiera e un epidemiologo. Conclude Gonzalez-Sanchez Pardo: “La fase 3 sarà annunciata dal Governo cubano e porterà la libera circolazione in tutto il Paese con la ripresa dei voli commerciali”.     

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