Vacanze 2020: il cliente si aspetta prezzi più cari

Il tema costi sarà uno dei ritornelli di questa estate, assieme ad altre parole chiave quali sicurezza, fiducia, prossimità, ci sono anche risparmio o pricing. Il che non sorprende, l'anno è complicato, la stagione pure e chi potrà andare in vacanza lo farà con un'attenzione maggiore al budget, anche perchè il pensiero è che ci si potrà imbattere in costi maggiori a seguito degli accorgimenti presi causa covid. In effetti quello del tema del pricing della vacanza 2020 è sicuramente sotto i riflettori quest'anno. La promessa fatta dagli operatori è quella di non andare ad intaccare il pricing, nè al ribasso nè al rialzo, esiste, infatti, la consapevolezza che non si può caricare sul cliente finale il costo maggiore sostenuto a causa degli adeguamenti richiesti dalla situazione post-covid, tra azioni di sanificazione ed un'offerta ridotta al 50% in termini di capacità.

Quest'anno si spenderanno circa mille euro a famiglia. E' quanto emerso dall'analisi fatta da Swg sulle intenzioni di viaggio dei turisti italiani e le mete preferite per le vacanze estive, illustrata da Riccardo Grassi, durante il webinar organizzato da Fto. "Il 37% del campione pensa di spendere meno rispetto all'anno scorso", sottolinea Grassi.

C'è un dato importante che dà l'idea del sentiment del momento. Alla domanda se la necessità da parte degli operatori turistici di adempiere alle misure di sicurezza legate all'epidemia del coronavirus comporterà un aumento dei prezzi dei servizi erogati, il campione si attende "un aumento, per questo è intenzionato a mettere in atto strategie di risparmio, il che vuol dire andare in vacanza da amici, parenti, o di ridurre le spese in loco". Precisamente, numeri alla mano a dare risposta affermativa è il 73% del campione, di cui il 35% pensa che ci sarà un aumento dei prezzi inferiore al 10%, il 28% si attende un incremento tra il 10 e il 20% e il 10% si aspetta un aumento superiore al 20%.

La vacanza 2020 sarà diversa dal passato, ma come? Il campione intervistato dice: "Non lo so". Nell'immaginario "fa fatica a trovare una sua rappresentazione e a identificare come sarà", spiega Grassi. Lo stato di incertezza che vige un po' ovunque non aiuta in tal senso, anzi. L'esperienza di quest'anno sarà uguale al passato solo per un intervistato ogni dieci. Il campione è spaccato in due tra chi ha sensazioni positive e chi negative. "Ci si attende qualche cosa di diverso, ma non si sa come saranno tali cambiamenti. Una aspettativa che gioca in difesa e forse non tutto sarà come ci attendiamo". Inoltre, solo per un italiano su quattro la vacanza 2020 sarà migliore rispetto al passato, (19%), secondo il 44% del campione sarà uguale, mentre per il 37% sarà peggiore. 

"L'incertezza non premia", commenta Alberto Corti, di Confturismo-Confcommercio. A concorrere a questo status un mix di fattori tra cui "le limitazioni ai viaggi, quarantena sì quarantena no, tutto ciò pone in difficoltà i professionisti del settore e il covid rimette tutto a zero". Che fare? "tiriamo fuori dalle cartelle delle nostre certezze i singoli file perchè vanno rimessi alla prova. La confusione regna sovrana".

Il fatto che molti per le vacanze sceglieranno la soluzione delle seconde case, amici o parenti viene letto da Corti non come un indicatore di consumi, o meglio "non è un fenomeno turistico che fa parte della filiera della produzione, in quanto non attiva la filiera completa". Allo stesso modo Corti si sofferma sul concetto tanto espresso in questi mesi dei viaggi di prossimità, facendo notare cosa voglia dire: "Andare a vedere posti, cioè fare escursionismo". Il che è ben diverso da una vacanza.

Infine, il tema delle aspettative. A tal proposito Corti mette in luce "quanto siano fondamentali in questa fase le informazioni. Il cliente chiede informazioni sulle sue ipotetiche vacanze e sul tipo di prodotto di cui potrebbe fruire. Nella fase pre-covid la variabile prezzo era al primo o al secondo posto nella catena delle scelte, nella fase post-covid è al quarto posto, mentre guadagna terreno la sicurezza". Cosa vuol dire tutto ciò? Che l'attenzione ricade nuovamente "sul ruolo delle adv e dei t.o, della relazione che si instaura con il cliente, in quanto loro possono dare informazioni (diversamente dall'oline, ndr) e questa sarà una tendenza anche per il futuro". 

Stefania Vicini

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