Credito di imposta: beneficio per tutte le adv, cade la soglia dei 5 mln

Il Decreto Rilancio è stato convertito in legge. Pierluigi Fiorentino, consulente fiscale e sindacale di Fto, in un recente webinar organizzato dalla federazione, si è soffermato su alcuni provvedimenti importanti oggetto della conversione di legge e su altri argomenti già illustrati alle adv, per porre l'accento su alcuni punti.

In primis sul credito di imposta per i canoni di locazione immobili a uso non abitativo (art.28). La novità è che nella legge di conversione "è stato esteso il beneficio a tutte le adv/t.o. indipendentemente dal volume di ricavi registrato nell'esercizio precedente e per tutte le classi, cioè qualunque categoria catastale dell'immobile". Cosa vuol dire? che è saltata la soglia dei 5 mln di ricavi, sottolinea il consulente, pertanto possono usufruire del beneficio anche aziende di dimensioni più grandi. 

Quanto alla misura del credito di imposta è "il 60% dell'ammontare mensile del canone di locazione per i mesi di marzo, aprile, maggio 2020 per immobili destinati all'esercizio dell'attività di impresa. In caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto di azienda il credito spetta nella misura del 30% dei relativi canoni".
Quali sono le condizioni per poterne usufruire? Fiorentino le spiega subito. "Bisogna aver subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50% in uno dei tre mesi menzionati". Il consulente precisa, inoltre, che non è cumulabile con il credito di imposta per il mese di marzo (Dl n.18/2020 art.65). 

Ci sono due modi di uso, uno è "in compensazione con il modello F24 e l'altro prevede la possibilità di cedere il credito ad altri soggetti, comprese le banche". Per cedere il credito si deve compilare un modello, da inviare in via telematica. Tra le osservazioni poste dalle adv che hanno seguito il webinar, vi è per esempio il fatto che le banche "non danno disponibilità all'acquisto". A tal proposito Gabriele Milani, direttore nazionale Fto, precisa che è stato fatto un confronto con Abi su questo punto e che è "una questione di tempistiche in quanto le banche impiegano più tempo a recepire la norma e ad applicarla di conseguenza". Milani fa presente che è un discorso "in evoluzione, stiamo monitorando", rassicura. Il consiglio dato è di vedere con qualche istituto bancario "chi è pronto e chi no, di solito quelli più piccoli sono più flessibili". 

Il bonus vacanze

Un altro punto su cui Fiorentino si sofferma è il credito di imposta vacanze o altrimenti detto tax credit vacanze o bonus vacanze. "Il pagamento del soggiorno può essere effettuato anche con l'intermediazione di adv e di t.o – sottolinea il consulente -. Può essere utilizzato una sola volta in un'unica struttura ricettiva, agriturismo o b&b in Italia, nel periodo 1° luglio-31 dicembre 2020 in un unico soggiorno con almeno un giorno ricadente in questo periodo. Le prenotazioni per soggiorni da fruire dopo il 31 dicembre sono escluse, quelle per Capodanno rientrano se il 31 dicembre è un giorno di soggiorno". Il bonus deve essere accettato dall'impresa turistico ricettiva, ma non c'è obbligo di accettazione.

Per attivarlo, l’impresa di viaggi comunica al fornitore del servizio turistico il codice univoco, unitamente al codice fiscale del cliente. Il fornitore inserisce il codice univoco, unitamente al codice fiscale e all’importo del corrispettivo in una procedura web nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Il fornitore dichiara di essere un’impresa turistico-ricettiva, un agriturismo o un b&b in possesso dei titoli previsti dalla normativa nazionale e regionale. "Lo sconto è 80% sotto forma di sconto immediato, il restante 20% potrà essere scaricato come detrazione di imposta, in sede di dichiarazione dei redditi, da parte del componente del nucleo familiare a cui viene intestato". 
Verificato lo stato di validità e se c'è l'esito positivo, il fornitore conferma l'applicazione, "qualora il fornitore sia un soggetto diverso da una ditta individuale, può incaricare l'adv o il t.o. come soggetto intermediario". Fiorentino sottolinea che "l'operazione non può essere annullata e lo sconto non può essere oggetto di rimborso in caso di mancata fruizione del soggiorno".

Il fornitore che applica lo sconto, emette fattura elettronica, documento commerciale o scontrino/ricevuta fiscale, intestata al codice fiscale del fruitore del servizio. Poi "invia all’impresa di viaggi intermediaria copia di cortesia della fattura elettronica ovvero del documento commerciale, scontrino/ricevuta fiscale, estratto conto, affinché la stessa possa chiudere la transazione". Lo sconto sarà rimborsato alla struttura turistico-ricettiva "sotto forma di credito d’imposta utilizzabile, senza limiti di importo in compensazione, nel modello F24 o cedibile a terzi anche a istituti di credito, che potranno ulteriormente cederlo o compensarlo nel modello F24". 
Per quanto riguarda l'intervento della adv, questo deve essere preventivamente concordato con la struttura turistico-ricettiva. "L'adv o t.o. potrà emettere fattura elettronica in nome e per conto del fornitore del servizio turistico, ai sensi dell’art.21, comma 2, letteran), del DPR n.633 del 1972". 

Stefania Vicini

 

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