Spagna: l’Unav chiede al governo interventi per le agenzie

Il governo spagnolo è consapevole che le agenzie di viaggi del Paese stanno attraversando una situazione "disastrosa". Come già comunicato da questa agenzia di stampa, è stato calcolato che, a causa del coronavirus e in assenza di aiuti alle aziende di intermediazione turistica, è a rischio chiusura il 20-25% dei circa 8.000 punti vendita iberici, ovvero fino a 2mila chiusure nel prossimo futuro a causa della forte crisi economica in arrivo.

Il ministro dell'Industria, del commercio e del turismo, Reyes Maroto, come si legge su fonti di stampa estere, ha spiegato che il ministero sta lavorando con il resto dell'Unione europea per risolvere il problema dei buoni vacanza in aiuto alle adv che si trovano in una situazione difficoltosa. 

L'emissione dei buoni, ha affermato il ministro, è attualmente riconosciuta come misura nella Ue. Le agenzie li chiedono, con approvazione Ico, e sono contrarie alla scomparsa di questo meccanismo, respingendo la decisione europea di eliminare tale misura, così come si opposero al fatto che l'accettazione dei buoni fosse volontaria da parte del cliente finale. A detta del ministro, le adv "devono fare una trasformazione e catturare i loro clienti sui social network", oltre a "valorizzare la vicinanza al consumatore". 

Questa settimana José Luis Méndez, presidente della National Union of Travel Agencies (Unav), ha dichiarato che il volume delle attività rimane "molto limitato", nonostante la revoca dello stato di allarme e la riapertura delle frontiere, solo Il 40% delle aziende che fanno parte dell'Unav ha riaperto.

Tra le richieste avanzate quella di mantenere le Erte (una sorta di cassa integrazione temporanea, ndr) e i buoni vacanza e che il governo lanci una campagna a favore delle agenzie di viaggi. Delle 3.670 agenzie associate all'Unav, "solo il 40% dei punti vendita sarebbe attualmente in funzione", ha asserito Méndez. 

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