Le condizioni per far ripartire il turismo senior

Se si riusciranno a gestire le ansie e le paure post Covid, se i tour operator sapranno fornire sicurezza concreta e psicologica mostrandosi efficaci nella gestione di possibili crisi sanitarie ed anche le strutture ricettive sapranno fornire servizi rassicuranti, allora il turismo senior potrebbe certamente conoscere una ripresa. E’ la risposta data da una ricerca sviluppata dal Centro Studi Avanzati sul Turismo (Cast) dell’Università di Bologna, diretto da Patrizia Battilani. Ne parla il Sole 24 Ore, spiegando che l’analisi si basa su un campione di oltre 300 persone over 65 le cui risposte evidenziano il forte impatto emotivo della pandemia

“La pandemia di Covid-19 ha compromesso il settore turistico nel suo complesso – si legge nella ricerca –, ma se si guarda alla fascia degli anziani, bersaglio privilegiato del virus, ha avuto e potrebbe avere in futuro un impatto ancora più rilevante e negativo proprio su questa categoria di persone”. Da un lato la paura di un possibile contagio e l’insicurezza condizionano la voglia di viaggiare della fascia di popolazione maggioritaria nel Paese, dall’altro rischia di essere così compromessa almeno in parte l’efficacia della ripartenza di un settore che invece potrebbe trarre grande impulso dalla categoria senior.

Secondo le stime dell’Enit, l’Italia rischia di dover fare i conti con il gigantesco “buco” lasciato da 35 milioni di turisti stranieri che non approderanno nella Penisola. A cui si aggiungono 16 milioni di turisti italiani che resteranno a casa.E l'indagine realizzata da Isnart- Unioncamere sull'impatto della pandemia di Covid-19 su un campione rappresentativo di italiani intervistati nelle scorse settimane parla di un calo di oltre il 40% nel 2020 rispetto all’anno precedente.

“La società contemporanea, ed in particolare quella occidentale – spiega lo studio del Cast –, conosce da alcuni decenni una vera e propria rivoluzione demografica, caratterizzata dall'aumento della popolazione anziana. Questo processo richiede una forte attenzione da parte del mondo della ricerca per comprendere quali fattori possano favorire il raggiungimento di un invecchiamento positivo da parte del numero più elevato possibile di persone”. Per poter parlare di buon invecchiamento occorre che vi siano contemporaneamente elementi di qualità della vita di natura biologica e fisica, di natura psicologica, accompagnati da efficienza cognitiva, apertura alla conoscenza e partecipazione attiva alla società. Viaggio, conoscenza di territori e culture “altri” rispetto alla propria realtà quotidiana, sono elementi che concorrono a migliorare esistenza e invecchiamento. In particolare il viaggio costituisce un fattore di promozione del benessere psicologico e sociale delle persone over 65, favorendo il mantenimento di curiosità, apertura alla conoscenza e alla socialità, che può tradursi in sviluppo psicologico, arricchimento del sé e benessere psicologico e sociale, recita l’analisi. Un fattore quanto mai significativo tanto più se si considera che in Italia, su 60,2 milioni di persone residenti, gli over 65 sono 13,9 milioni, pari al 23,1% del totale. Un bacino quindi importante anche dal punto di vista economico, oltre che sociale.

Tra i timori avvertiti nel riprendere a viaggiare da questa utenza, sono state identificate  ansie e paure di un ritorno improvviso dell'infezione quello principale, seguito dalla mancanza di protezioni efficaci e sicure nelle strutture alberghiere. Al terzo e quarto posto nel ranking dei timori si trovano la mancanza di strumenti efficaci da parte dei tour operator nel gestire una possibile crisi sanitaria dovuta alla ricomparsa del virus e la mancanza di strutture sanitarie efficienti nel territorio dove si svolge la vacanza.

A credere che la pandemia modificherà il modo di fare le vacanze sono soprattutto le donne, mentre nessuna influenza sembra esercitare l'età. Questo dato complessivo conferma quanto la percezione di incertezza futura attraversi il vissuto e la rappresentazione del viaggio turistico nella persona anziana, colorandoli di ansie e timori.

La ricerca ha però indagato anche altri aspetti ed in particolare le credenze sull'importanza del viaggio culturale per conoscere il patrimonio artistico e l'essere turista in generale, assieme alle intenzioni di continuare a farlo nel futuro. I risultati di questa parte dello studio sono invece confortanti: le persone senior credono, al di là di ansie e paure, che viaggiare per conoscere il patrimonio culturale sia un'attività molto soddisfacente, un’occasione ed esperienza di crescita e sviluppo personale.

 

 

 

Tags: ,

Potrebbe interessarti