Turismo, 50mila imprese a rischio fallimento

Gli ultimi dati Demoskopika ripresi da Ansa e dal Sole 24 Ore non lasciano dubbi sul fatto che la crisi non demorda e stia incidendo profondamento sul comparto dell’ospitalità.

Cinquantamila imprese del settore rischiano il fallimento a causa della perdita di solidità finanziaria, con una contrazione del fatturato di almeno 12 miliardi di euro – segnala Raffaele Rio, presidente dell’istituto Demoskopika che svolge ricerche di mercato e sui consumi -. Una mortalità imprenditoriale che non può non ripercuotersi sul mercato del lavoro con una perdita diretta di ben 220mila posti la cui metà è concentrata nei sistemi turistici del Nord Italia a cui va aggiunto l’intero indotto”.

Ad agosto, secondo le analisi di Demoskopika, il Belpaese ha perso 3,6 milioni di visitatori provenienti dall’estero con mancati incassi per quasi due miliardi, la metà rispetto a quelli dell’anno precedente.

La riapertura delle attività economiche e la ripresa della libertà di movimento, anche infraeuropeo, non sono state sufficienti a garantire la sostenibilità economica e finanziaria di gran parte delle imprese turistiche italiane che vivevano di quel 51% di turismo internazionale che quest’anno verrà a mancare”, sottolinea Marina Lalli, presidente Federturismo Confindustria.

I numeri, secondo la presidente di Federturismo, sono allarmanti e fanno riflettere sull’urgenza di un sostegno immediato alle imprese. “Questa estate – sottolinea – abbiamo sofferto molto per l’assenza dei turisti stranieri che si stima siano stati 25 milioni in meno rispetto allo stesso periodo del 2019, una battuta d’arresto purtroppo destinata a proseguire anche a settembre, mese decisivo perché a rischio c’è la chiusura definitiva del 30% delle imprese con un danno per l’occupazione ma anche per l’indotto di enormi proporzioni”.

Drammatica la situazione nelle città d’arte, che subiscono i maggiori danni a causa del crollo degli arrivi da Usa, Russia, penisola arabica, estremo oriente. “Alcune nostre elaborazioni – su dati di Banca d’Italia – stimano in circa 2,7 milioni gli stranieri che hanno rinunciato ad un soggiorno nelle città d’arte del Belpaese tra luglio e agosto”, ricorda Rio.

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