Covid “di rientro”, rischio chiusura anticipata per gli alberghi sardi

Riflettori puntati sulla Sardegna a causa delle diverse decine di persone riscontrate positive al rientro dalle vacanze sull’isola, che nel frattempo si attiva per consentire a turisti e lavoratori – sottoposti al tampone rinofaringeo e al momento ancora isolamento nei luoghi di villeggiatura – il rientro a casa. L’obiettivo è l’istituzione di un ponte aereo e navale con mezzi attrezzati a ospitare chi sia positivo ai test o figuri tra i contatti stretti.

Al piano stanno lavorando la Protezione civile e Marcello Acciaro, coordinatore dell'Unità di crisi del Nord Sardegna.

Da oggi, chi si imbarca al porto di Civitavecchia in direzione Sardegna potrà effettuare un test gratuito su base volontaria, misura che rimanda a quanto proposto dal governatore Christian Solinas a fine lockdown e che fu bocciato dal Governo.

Solinas taccia il clamore mediatico come “vergognosa strumentalizzazione contro l'isola e contro il settore turistico-ricettivo” ribadendo come i presunti contagi in discoteca siano una minima parte degli ospiti positivi. Ciononostante, hotel, agriturismi, b&b e campeggi devono fare i conti con le disdette, tanto che in merito è intervenuto il presidente di Federalberghi garantendo la sicurezza dell’isola.

Il rischio – riporta una nota Ansa – è che gli alberghi con meno del 35% di prenotazioni chiudano in anticipo la stagione lasciando a casa i dipendenti. Un danno calcolato in milioni di euro dalla Faita, la federazione dei camping, mentre prosegue lo screening tra il personale dei locali e il tracciamento dei nottambuli della movida.

 

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