I Viaggi di Gabry e Max: l’adv che non si ferma

I Viaggi di Gabry e Max è una adv con sei dipendenti, nata nel 2008. Si trova a Chieri, cittadina in provincia di Torino, con 33mila abitanti. La sua titolare è Gabriella Aires, passione per i viaggi, determinazione, dinamismo sono tra gli ingredienti che alimentano la sua capacità di reazione, come dimostrato in questo periodo e la sua inventiva.

L’agenzia porta il suo nome e quello del marito, che opera nel mondo del trasporto in pullman. La vocazione è l’outgoing, ma la Gabri e Max a Chieri è “l’unica adv che fa in proprio dei tour”. Numeri alla mano il 55% è organizzazione diretta e il 45% pacchetti. Una scelta che è stata determinante in questo periodo di difficoltà dovuto alla pandemia. “In questo momento dà una garanzia di fattibilità – afferma la titolare a Guida Viaggi -. Abbiamo una banca dati di oltre 8mila clienti, con un livello economico medio e un livello culturale medio-alto. La nostra clientela punta sui tour culturali e in termini di età va dai 45 anni in su. Abbiamo una clientela fidelizzata importante, ma in questo momento non tutti stanno viaggiando”, riconosce Aires, affermando che il 2020 è dato ormai come “un anno in perdita, siamo sotto dell’85% come fatturato pacchetti turistici”.

Il tentativo è evitare che non diventi un anno tutto in perdita. Come? Agendo. L’adv è stata la prima a ripartire sul territorio, quando è stato possibile, “il 29 maggio con un tour a piedi nella città”. E’ stata questa l’idea messa in atto. “Ci siamo chiesti cosa possiamo fare? il giro dell’isolato, bene…allora il nostro isolato offre un quartiere medioevale, una chiesa barocca e tanto altro. Da qui ci siamo inventati questo prodotto che abbiamo presentato ai cittadini. Il 13 giugno siamo usciti dalla città ed abbiamo fatto dei piccoli gruppi”. Aires ci tiene a precisare che tutto è stato realizzato nel pieno rispetto delle regole, anzi, “il primo tour ho voluto che fosse certificato dal capo dei vigili”. Sono stati organizzati 20 gruppi, proposti a 5 euro a testa, della durata di un’ora e mezza. “Sono stati fruibili anche con i voucher, il che ha dato sicurezza ai clienti”. Le proposte hanno superato anche i confini nazionali, raggiungendo il Canton Ticino e l’Austria. Si tratta di uscite giornaliere perché la clientela ha ancora paura di viaggiare e non pernotta all’estero. Il motivo? “C’è il timore di dover fare la quarantena”.

Finora sono stati organizzati 8 tour della città, 4 con pullman con a bordo dieci persone, “siamo usciti nei dintorni, per visitare la casa natale di Cavour, alcuni quartieri di Torino. Abbiamo iscrizioni su tutti i viaggi proposti, sono 20 tra settembre ed ottobre”. Tra le mete l’Abruzzo, la Campania, i laghi, la Toscana, il Veneto e ovviamente il Piemonte.

L'apertura della nuova filiale

Il lavoro fatto è stato tanto e con molta passione. Tra il fermarsi e l’agire Aires e il suo team non hanno avuto dubbi, hanno scelto la seconda opzione. Al punto tale che si sta lavorando a un nuovo progetto. La prima tappa in dirittura d’arrivo è l’apertura di una nuova filiale nella zona delle Valli di Lanzo, in un luogo a lei molto caro perché è il suo paese natio, Viù.
La filiale sarà aperta da inizio 2021, l’idea è proporre un turismo di prossimità legato alla natura. A Viù, Aires è molto affezionata, al punto tale da voler “rinvigorire l’offerta turistica della località – racconta -. E’ un progetto partito nei mesi prima della pandemia, che è stata un po’ il trampolino di lancio. Mi sono detta, diamoci da fare, proviamo a non morire”. Certo Aires è consapevole che si tratta di un grosso sforzo in termini di energie, ma la motivazione non manca e nemmeno l’entusiasmo.
“Quando abbiamo avuto l’idea ad ottobre abbiamo valutato di creare dei tour a tema a fronte di una offerta culturale importante in questo paesino di 800 anime. Ho promesso di organizzare 50 tour, ad oggi siamo già a quota 30”.
In realtà si tratta di un progetto più ambizioso che mira a “creare una rete per valorizzare quello che è rimasto. Ci sono pochi alberghi, da qui l’idea di creare una rete di accoglienza per il pernottamento, valorizzare il consumo dei prodotti locali e formare il personale in loco”. La manager guarda ovviamente avanti ed ha già fissato gli appuntamenti al Wtm di Londra per “attirare realtà del settore che possano sponsorizzare e promuovere il progetto”. Un segnale positivo per tutto il mercato.

Stefania Vicini

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