Mobilità condivisa: settore autofinanziato, senza supporti finanziari

A fare il punto sul fronte dello sharing durante “Italia 2021 – Competenze per riavviare il futuro”, piattaforma di discussione promossa da PwC Italia in media partnership con Sky, Gianni Martino Falsitta, managing director Italy & head of international public affairs Share Now. 

Il manager non nasconde che durante il periodo del lockdown c'è stato "un calo repentino e drammatico, periodo durante il quale abbiamo mantenuto i servizi attivi". Come precisato altrettanto repentina è stata la ripresa, "siamo passati dal calo del 95% al -35% e -40% appena è terminato il lockdown", in pratica il servizio è tornato alla quasi normalità. Certo, si osserva che "fino a che non riprenderanno le grandi aziende a lavorare in presenza, non riprenderanno i flussi turistici e l'attiività a pieno degli aeroporti non potremo riprendere la nostra normalità". A fronte peraltro di un'oggettivo riconoscimento di ciò che è stato fatto in termini di sanificazione delle vetture, "che sono risultate di gran lunga più sane delle auto private".

Le esigenze del settore

C'è un punto però su cui il manager punta il dito: "Non abbiamo avuto aiuti, né in questi mesi, né mai in passato – afferma interpellato sul fronte degli interventi -. Il nostro è un settore totalmente autofinanziato, che, diversamente da altri nell'ambito della mobilità, non è oggetto di contributi e supporti di tipo finanziario, ma al quale è richiesto di dare alle città un contributo di tipo finanziario, non siamo supportati in nulla dal punto di vista economico, ma siamo tenuti noi a pagare alle città per poter operare e la cosa è un paradosso", sottolinea. 

Dal punto di vista normativo Falsitta riconosce che sono necessari supporti e provvedimenti, mette in luce alcune criticità a partire dalla "disomogeneità nella gestione delle zone a traffico limitato, talvolta ci penalizzano e penalizzano anche i nostri clienti, sul piano della fiscalità, il nostro servizio è soggetto a un regime Iva che non è di aiuto". In pratica sul piano normativo, della fiscalità e della contribuzione si deve ancora fare molto, questa è la conclusione a cui arriva il manager, sottolineando che fino adesso non è stato fatto nulla per il settore della mobilità condivisa e del car sharing in particolare.

Casi di eccellenza

Ci sono casi di eccellenza? I due esempi citati dal manager sono Milano e Amburgo, "dal punto di vista della eccellenza delle risposte da parte del cliente e dell'efficienza del servizio. C'è stata una risposta chiara e importante da parte di aziende e clienti", pertanto "i volumi di noleggio sono altissimi e poi c'è stata una grande disponibilità da parte di chi ha investito nel mettere mezzi adatti e in quantità adeguata nelle città". Ultimo aspetto il fatto che vi sia "un sistema di regole che ne ha garantito lo sviluppo – osserva Falsitta -, ma che non è omogeneo rispetto a quello di altre città o non lo è più in se stesso". 

Stefania Vicini

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