Parola d’ordine flessibilità

Secondo Ivana Jelinic, presidente Fiavet “le politiche del medio periodo strategicamente vincenti saranno quelle maggiormente premianti per la distribuzione, con un occhio di riguardo alla flessibilità. È indiscutibile che sia una fase, commercialmente parlando, castrante per tutti. I cali di fatturato li hanno operatori e agenzie e l’incertezza coinvolge sia i consumatori, che sono timorosi nel prenotare, sia l’offerta, costituita da un paniere molto limitato e poco remunerativo. In questa fase ci aspettiamo il massimo supporto da parte di tutti gli attori del mercato, verso la distribuzione e verso il cliente finale, e un orizzonte sgombro da polemiche sterili che generano solo confusione”.
“Il turismo non è una scienza esatta – commenta il presidente di Assoturismo Confesercenti Vittorio Messina – all’inizio dell’emergenza si pensava che tutto si sarebbe risolto con il ponte di Pasqua, adesso siamo alla vigilia di una stagione autunnale e abbiamo davanti il deserto. Il turismo tipico del periodo è quello delle città d’arte e, sia per una recrudescenza del Covid con i contagi di ritorno, sia per la chiusura completa di alcuni mercati, frenerà moltissimo. Il turismo in Italia ripartirà veramente solo nel 2021 e la direzione è chiara – ha detto Messina – non sarà più possibile accettare crediti di imposta perché corriamo il rischio di essere sommersi di crediti compensabili con nulla, visto che le imprese non faranno utili. Credito di imposta e bonus vacanze possono essere una buona soluzione per una crisi limitata, oggi invece c’è bisogno di liquidità o avremo di fronte due scenari, la chiusura, come quella delle migliaia di imprese che non hanno aperto in estate, o il dedicarsi esclusivamente a chi non ricorrerà all’utilizzo di crediti”.                               

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