Il vino protagonista del nuovo trend del turismo

Il vino come trait d'union per un'offerta turistica che punti alla valorizzazione delle bellezze della Valtellina a trecentosessanta gradi: dall'architettura, all'arte, ai paesaggi naturali. E' stato l'oggetto del dibattito di un webinar dal titolo 'La bellezza è un atto agricolo', organizzato dal Consorsio di tutela vini di Valtellina, moderato dal giornalista disegnatore di idee Giacomo Mojoli, esperto in materia.

Nel corso del convegno è emerso un nuovo trend nell'approccio al turismo: la ricerca dell'esperienza a contatto con il territorio in tutte le sue forme di bellezza. "Sono sempre più convinto che sia necessario andare oltre il concetto di targhettizzare il turismo come 'enogastronomico' – spiega Mojoli -, dopo il lockdown sono cambiate molte cose: stiamo assistendo a una domanda forte di un turismo di qualità più elevata che abbraccia tutto ciò che fa parte del territorio: musei, passeggiate, ristoranti, alberghi, buon cibo, cantine e buon vino. Esiste un turismo a trecentosessanta gradi, e noi dobbiamo immaginare un'offerta collettiva".

Il progetto esposto in conferenza stampa coinvolge tutti gli attori principali del turismo valtellinese, istituzioni comprese, per creare una sinergia volta a ottimizzare tutti i servizi. Dopo il successo dell'evento 'Mangiare per vigne', varato a luglio, che aveva visto coinvolte circa venti cantine e vari ristoranti del territorio, l'esperienza verrà riproposta a più riprese.

"E' stata una grande soddisfazione – continua Mojoli -, siamo riusciti a creare delle situazioni nelle quali l'aspetto esperenziale è stato predominante, con il fil rouge delle eccellenze territoriali da proporre al pubblico, e siamo stati premiati con più di 400 turisti provenienti da Milano e Lombardia, con il dato interessante di una prevalenza di giovani".

Per il futuro si sta lavorando a un progetto ambizioso che mira ad approfondire due aspetti: il racconto attrattivo di un paesaggio e l'aumento delle esperienze da offrire, due temi che saranno affrontati all'interno di un workshop in preparazione. "Questo workshop ha la vocazione di fornire gli strumenti per raccontare la bellezza del territorio – conclude Mojoli -, il vino dovrà attrezzarsi per una narrazione nuova, dobbiamo passare dallo 'storytelling' allo 'storydoing', perché è importante raccontare ciò che stiamo facendo. Dobbiamo avere un approccio multidisciplinare mettendo in rete il vino che dialoga con altre realtà".

Lara Morano

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