La sfida per il turismo? “Conciliare accessibilità, innovazione e sostenibilità”

"La sfida per il turismo nei prossimi mesi sarà conciliare accessibilità, innovazione e sostenibilità, ma per dare una spinta ai consumi, stimolare la domanda e far ripartire l’economia sarebbe opportuno abbassare almeno per sei mesi l’aliquota Iva. Un provvedimento già adottatto in Germania, di cui si sta discutendo nei principali Paesi europei e che sarebbe asupicabile venisse inserito nel piano al quale il governo sta lavorando". E' quanto ha dichiarato a Guida Viaggi Marina Lalli, presidente di Federturismo.

Gv: Quali scenari si prefigurano per l’autunno-inverno?
"Quest’anno il desiderio di vacanza si prolunga fino all'autunno e le previsioni lasciano ben sperare perché, nonostante la maggior parte della popolazione abbia ripreso a lavorare, ancora un bel numero di italiani ha in programma di concedersi un break in questa stagione. E’ necessario però incentivare il ritorno dei turisti stranieri, soprattutto nelle città d’arte rimaste finora vuote, iniziando a rimuovere le forti restrizioni di viaggio attraverso protocolli internazionali concordati tra i vari governi che prevedano test rapidi ai viaggiatori in partenza e contemplino una riduzione dei periodi di quarantena".

Gv: Al momento quali sono le urgenze su cui concentrarsi?
"Il turismo sta vivendo una crisi senza precedenti ed ha bisogno di liquidità, finanziamenti e prestiti da poter restituire in tempi lunghi. Ci saremmo aspettati interventi più concreti ed effficaci ed avremmo preferito che il Governo avesse utilizzato da subito le risorse come cassa per le aziende sotto forma di sgravi fiscali e aiuti a fondo perduto. Non siamo stati ascoltati, ma ora ci auguriamo che si lavori in questa direzione per allocare il miliardo di euro in avanzo del bonus vacanze direttamente alle imprese turistiche che continuano a trovarsi in forte sofferenza".

Gv: Quali nuove tendenze post covid resteranno nei viaggi del futuro?
"Sarà un turismo che privilegerà le località meno note, le attività open air e il turismo lento con una maggiore richiesta di destinazioni dove il rischio di assembramenti è inferiore. Destinazioni minori, ma ugualmente belle e ricche di storia, natura e cultura. Sarà un’occasione per valorizzare un turismo che sappia apprezzare mete alternative a quelle classiche e più battute. Un turismo sicuramente attento alla sostenibilità ambientale e sociale".

Gv: E' vero secondo voi che il ricettivo si sta riprendendo prima del trasporto aereo?
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La ripresa si sta profilando difficile per tutti anche se bisogna riconoscere che, per i costi di gestione molto alti, aeroporti e trasporti patiscono la crisi causata dalla pandemia in modo più forte. Il traffico aeroportuale è drasticamente calato e si stima che in Italia per raggiungere i 191 milioni di passeggeri registrati nel 2019, dovremo attendere probabilmente la fine del 2023. La situazione si presenta però preoccupante anche per l’industria dell’ospitaltà in cui la ripresa, per quegli alberghi e ristoranti che non saranno costretti a chiudere, probabilmente avverrà prima anche se non permetterà di recuperare le perdite di quest'anno".

Gv: Quali mercati a vostro avviso guideranno la ripresa dei flussi in Italia?
"Mancano pochi mesi alla fine dell’anno e le stime prevedono che nel 2020 i visitatori internazionali che soggiorneranno in Italia diminuiranno del 58% e i pernottamenti di 126 milioni rispetto al 2019. La ripresa dei flussi dipenderà in gran parte dall’allentamento delle restrizioni e privilegerà i viaggiatori europei in particolare tedeschi, svizzeri e francesi che potranno raggiungere il nostro Paese anche con mezzi propri. Tra quelli long haul potremo contare sui russi".

Stefania Vicini

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