Parchi divertimento: collaborazioni più forti con territorio e filiera distributiva

"Una stagione inevitabilmente influenzata dai protocolli promossi dalla nostra stessa associazione per garantire la sicurezza di clienti e visitatori". E' stata così l'estate dei parchi a quanto dichiarato da Giuseppe Ira, presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani e di Leolandia, a Guida Viaggi. 

"Visti i volumi degli ingressi e la predisposizione naturale alla condivisione del nostro modello di business, abbiamo dovuto sostenere notevoli investimenti sia prima dell’apertura, per riorganizzare tutti i flussi e gli spazi, sia durante la stagione – spiega il presidente – per applicare i protocolli e formare il nostro personale, a cominciare da tutte le operazioni di sanificazione ordinaria e straordinaria".

Come spiega Ira, un’altra misura che ha avuto un impatto importante "sui flussi di cassa è stata il contingentamento degli ingressi, pensato proprio per evitare all’origine il rischio di assembramenti all’interno dei parchi. In ogni caso, una parte del pubblico ha reagito positivamente, anche se ci siamo resi conto che i flussi da fuori regione e dall’estero sono diminuiti sensibilmente. Da destinazione turistica i parchi si sono trasformati, speriamo temporaneamente, in attrazione di prossimità". 

I dati del settore

Stiamo parlando di realtà che nel 2019 sono state visitate da più di 1.500.000 stranieri a fronte di circa 1.100.000 pernottamenti, "a conferma della tendenza, in crescita anche in Italia, dei turisti stranieri a considerare i parchi alla stregua di destinazioni turistiche, inserendoli come vere e proprie tappe della vacanza in Italia – commenta il manager -. Quest’anno, naturalmente, la presenza di stranieri è stata marginale e limitata solo ai parchi situati in prossimità di destinazioni turistiche, che sono stati vissuti come meta di escursioni in giornata".

I mercati esteri

Quanto ai bacini esteri, "è mancata completamente la domanda proveniente dagli Stati Uniti e dagli Emirati Arabi, che sono tra i mercati più sensibili all’offerta dei parchi divertimento. Parallelamente, il mercato interno non ha compensato la carenza di stranieri, specialmente al Nord, dove sono mancati i consueti arrivi dal Centro/Sud Italia". 

In pratica quello che ci attende è "un inverno ancora difficile, nel quale dovremo impegnarci soprattutto nella costruzione di sinergie e collaborazioni ancora più forti con gli operatori turistici del territorio e con la filiera distributiva", afferma convinto Ira. A suo dire, è venuto "finalmente il momento che tutte le strutture e gli attori del comparto riempiano di significato concreto l’espressione fare sistema”.

Le adv

A fronte della situazione contingente come cambia il rapporto di lavoro con il canale agenziale? A tal proposito, afferma che "i reparti commerciali dei parchi, che lavorano abitualmente con il canale agenziale, hanno già da tempo attivato le procedure necessarie per assistere il trade anche da remoto, costruendo pacchetti standard e proposte su misura, anche in considerazione del fatto che molti parchi hanno la licenza di tour operator".

Stefania Vicini

Tags: ,

Potrebbe interessarti