Corridoi di viaggio: al via un digital pass

Potrebbe esserci una luce alla fine del tunnel sul tema corridoi di viaggio poiché sta per decollare un progetto pilota internazionale, supportato da American Express Global Business Travel. La sperimentazione comporterà un test di un passaporto sanitario digitale chiamato CommonPass e un quadro che stabilisce gli standard per i risultati di laboratorio e le registrazioni delle vaccinazioni, nonché un sistema che consente a diversi Paesi di impostare i propri criteri sanitari per l'ingresso.

Lo scopo è quello di consentire viaggi aerei e transfrontalieri più sicuri dando ai viaggiatori e ai governi la fiducia nello status Covid-19 verificato di ogni viaggiatore. Già ad aprile ci sono stati tentativi ad hoc di test aeroportuali, ma questo schema è uno dei più ambiziosi fino ad oggi, coinvolgendo quattro Paesi e due principali vettori.

Il progetto è gestito dalla Commons Project Foundation, una fondazione pubblica no-profit con sede in Svizzera, e dal World Economic Forum. La Commons Project è stato istituita con il supporto della Rockefeller Foundation.

Cathay Pacific Airways e United Airlines proveranno il sistema, con volontari selezionati sui voli tra Londra, New York, Hong Kong e Singapore. Il primo test di Cathay è con un volo tra l'aeroporto internazionale di Hong Kong e quello di Singapore Changi, utilizzando la tecnologia di test rapidi fornita da Prenetics. Per United, i volontari useranno CommonPass per i voli tra l'aeroporto di Londra Heathrow e quello di Newark Liberty. A Londra Heathrow, i test della società privata Prenetics saranno amministrati da Collinson nelle strutture di test Covid-19 create con il partner Swissport.

Ciò che dà a questo particolare schema un ulteriore plus è che è ufficialmente "osservato" dal Customs and Border Protection statunitense e dai Centers for Disease Control and Prevention.

"Sono incoraggiato dalla rapidità con cui il settore dei viaggi globali si è unito al CommonPass Framework – ha affermato Greg O'Hara, fondatore di Certares e presidente esecutivo di American Express Global Business Travel -. CommonPass può dare ai viaggiatori la chiarezza e la sicurezza di cui hanno bisogno per ricominciare a muoversi".

Come funziona

Il progetto afferma di poter consentire ai viaggiatori di iniziare a condividere per la prima volta il loro status di test Covid-19 certificato oltre i confini. Per utilizzare CommonPass, i viaggiatori devono eseguire un test Covid-19 presso un laboratorio certificato e caricare i risultati sul proprio telefono cellulare. Quindi completano eventuali questionari di screening sanitari aggiuntivi richiesti dal Paese di destinazione. Una volta completati i risultati dei test e il questionario, CommonPass conferma la conformità del viaggiatore ai requisiti di ingresso del Paese di destinazione e genera un codice Qr. Questo può essere scansionato dal personale della compagnia aerea e dai funzionari di frontiera. È possibile stampare un codice Qr per gli utenti senza dispositivi mobili.

Se avesse successo, sarebbe un passo significativo per far comprendere ai governi che i test, piuttosto che le quarantene, sono pratici e sicuri. Potrebbe anche essere il là per corridoi di viaggio dedicati ai viaggiatori d'affari in tutto il mondo.

Attualmente, i corridoi di viaggio si stanno dimostrando instabili, con i governi che li aprono e li chiudono con breve preavviso. In Asia, i corridoi di viaggio dedicati hanno avuto più successo, con alcuni Paesi che consentono l'accesso ai funzionari governativi e ad alcuni tipi di viaggiatori d'affari. Il Giappone e la Corea del Sud sono pronti a riprendere il business travel tra i due Paesi, stando ai rapporti. Nel frattempo, a Singapore il governo sta sperimentando un nuovo pass per viaggi d'affari per dirigenti con responsabilità regionali o internazionali che devono spostarsi regolarmente per scopi ufficiali e business. A giugno, la Thailandia ha anche aperto le sue frontiere a chi è in viaggio d'affari o desidera servizi e cure mediche. Per il resto del mondo, in particolare gli Stati Uniti e l'Europa, sono stati istituiti pochi corridoi dedicati ai viaggi d'affari.

"È sensato iniziare con aree come i viaggi aziendali. È un inizio migliore per misurare il funzionamento, perché siamo fuori dalla stagione di punta del leisure e sappiamo che le economie devono ripartire – ha detto a Skift David Evans, ceo di Collinson -. Per noi si tratta di riprendere a viaggiare, bisogna iniziare da qualche parte. Inizi con un corridoio tra due Paesi e un numero limitato di persone e raccogli dati. I test sono fondamentali per questo genere di cose. Acquisisci i dati e puoi aprire ulteriormente diverse opzioni e percorsi".

Il governo del Regno Unito ha annunciato di recente di aver istituito una task force sui viaggi globali per uniformare le proposte su un futuro regime di test e sviluppare opzioni su come questo potrebbe essere introdotto.

"L'annuncio di una task force incaricata di esaminare un modello di prova per i viaggi internazionali è atteso da tempo – ha affermato Clive Wratten, ceo della Business Travel Association -. Chiediamo da mesi l'introduzione dei test aeroportuali. I test in altri mercati hanno dimostrato alti livelli di accuratezza ed efficacia". Nel frattempo, Evans ritiene che i governi dovrebbero anche esplorare la possibilità di consentire ad alcuni tipi di viaggiatori d'affari di essere esentati dalle quarantene, se possono mostrare un risultato Covid negativo. "Il vantaggio dei corridoi è che possono essere solo tra due Stati – ha detto -. Questo è ciò che lo rende semplice da implementare. Stiamo parlando di limitarlo a determinati settori o ruoli".

Ma per quei Paesi che stipulano una quarantena di 14 giorni, i viaggiatori d'affari rimarranno scoraggiati. "Anche se stai perdendo due o tre ore in un aeroporto per un test, almeno eviti che le persone non viaggino – ha commentato Ivan de Lantivy, direttore e co-fondatore di 360 travel consultancy -. Le persone inizieranno a viaggiare di nuovo se i Paesi effettueranno i test. Spero che i governi e i Paesi si adoperino insieme e inizino effettivamente a testare le persone". De Lantivy ha aggiunto che CommonPass sarebbe un passo avanti nel dare ai viaggiatori e ai governi una qualche forma di conforto e riportare le persone in viaggio o in volo, e ha concordato con Evans che le "corsie preferenziali" potrebbero dipendere dal tipo di attività o dall'industria.

Nel frattempo, altri passaporti sanitari digitali continuano a guadagnare terreno, inclusa l'app mobile Icc Aokpass, sviluppata dalla  International Chamber of Commerce e da International Sos. È già utilizzato nel settore energetico, ma presto inizieranno nuovi progetti pilota con diverse compagnie di viaggio e aeroporti.

Per ora, il progetto CommonPass si sta già preparando per espandersi ad altre compagnie aeree e rotte in Asia, Africa, Americhe, Europa e Medio Oriente.

"Il governo del Rwanda sta lavorando con Commons Project per implementare CommonPass come strumento per proteggere la salute della nostra popolazione mentre riapriamo i nostri confini – ha detto il dottor Sabin Nsanzimana, direttore generale del centro biomedico del Rwanda -. Possiamo prendere decisioni più uniformi sull'ingresso al confine se ci fidiamo delle informazioni sanitarie di altri Paesi".

Julian Guerrero Orozco, vice ministro del turismo della Colombia, ha aggiunto: "La fiducia attraverso la chiarezza e la coerenza sarà la chiave per ripristinare i viaggi. Invece di avere approcci diversi a livello nazionale, abbiamo bisogno di un metodo standard come CommonPass".

"Le compagnie aeree sono a bordo, perché fino a quando non verrà trovato un vaccino, sarà importante dimostrare ai Paesi che sei al sicuro prima di salire sull'aereo e prima di viaggiare verso il loro confine", ha aggiunto Evans.

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