Michielli-Confturismo Veneto: “Settore in caduta verticale”

Il turismo è in caduta verticale in Veneto, ai primi posti tra le regioni più colpite dalle conseguenze del Covid sulle imprese del settore. E quanto emerge dai dati Federalberghi Veneto e confermato dall’analisi di Demoskopika, che registra nella regione l’emorragia più grave legata agli arrivi (mancati) dall’estero: quasi i due terzi della clientela turistica della regione proviene dalla Germania, dall’Austria, dall’Europa dell’Est e del Nord.

“Ribadiamo al governo la nostra istanza di massima attenzione, e alla regione di rimanere al nostro fianco”, ha dichiarato il presidente regionale di Confturismo e di Federalberghi Veneto Marco Michielli. “Lo studio di Demoskopika diramato ieri parla di 9,3 milioni di arrivi e 35,6 milioni di presenze persi tra gennaio e agosto del 2020, quando nel 2019 si era registrato un anno record con 20,2 milioni di arrivi e 71,2 milioni di presenze. Un dato che si riverbera anche nel settore del lavoro, con dati sull’occupazione disastrosi”, ha aggiunto Michielli.

“Su questo fronte il risultato del Veneto, che ha una più forte vocazione al turismo straniero, è più acuto rispetto al nazionale, che (dati del Governo) già registra, da gennaio a maggio, un calo dell’80% delle assunzioni stagionali nei settori turismo e terme, e del 60% per i contratti a tempo determinato”, ha continuato Michielli.

“Siamo a una crisi strutturale con implicazioni sociali che il governo deve affrontare con la massima urgenza”, ha sollecitato Michielli. “Dev’essere riconosciuto il ruolo del turismo e recuperate pienamente le sue potenzialità, soprattutto per ottenere e indirizzare meglio i fondi del Recovery Fund che rappresentano l’ultima possibilità per il rilancio del settore. Ricordo che l’inverno è alle porte e la crisi dei flussi turistici non accenna minimamente ad affievolirsi, complice anche l’andamento dell’epidemia”.

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