Ue, dalla Commissione un semaforo verde per classificare i Paesi

Via libera del Consiglio Ue alla raccomandazione "per un approccio coordinato alla limitazione della libertà di circolazione in risposta alla pandemia" da Covid-19, che introduce un semaforo a quattro colori (verde, arancione, rosso e grigio), per definire in modo comune le aree a rischio. Inoltre, si svilupperà un modulo comune digitale per localizzare i viaggiatori.

L'Unione, spiega La Stampa, si dota così di un codice comune per classificare con colori uguali in tutti i Paesi l'espansione del Cororanavirus nelle varie regioni del Vecchio Continente, prendendo anche un impegno: non chiudere più i confini ma imporre tamponi obbligatori all'ingresso da chi arriva da zone rosse. La decisione sul “semaforo”, proposta dalla Commissione europea a settembre, è stata formalizzata ieri a Lussemburgo dai ministri per gli Affari europei.
L'idea è di uniformare i colori che i governi usano per classificare la situazione nelle diverse regioni dei loro Paesi per non generare confusione nei cittadini e tra gli operatori economici. Grazie agli standard comuni sarà più facile per i governi decidere eventuali restrizioni ai viaggi da altre nazioni dell'Unione e soprattutto la mappa dei contagi e delle limitazioni sarà più comprensibile per i cittadini.

I diversi colori – verde, arancione, rosso e grigio – si applicheranno in base ad una serie di parametri che dipendono dalla “percentuale di notifica”, ovvero l'incidenza cumulativa dei casi di Covid-19 su 100.000 abitanti a livello regionale nei 14 giorni precedenti, oltre alla percentuale di test positivi ed il numero di esami su 100.000 abitanti dell'ultima settimana.
Sarà verde se la percentuale di notifica è inferiore a 25 e quella di test positivi è inferiore al 4%. Scatterà l'arancione se la percentuale di notifica è inferiore a 50 ma quella dei test positivi è pari o superiore al 4%, o se la percentuale di notifica va da 25 a 150 ma la percentuale dei positivi è inferiore al 4%. Diventerà rossa se la percentuale di notifica è pari o superiore a 50 e quella dei test positivi è del 4% o superiore, oppure se la percentuale di notifica è più di 150 per 100mila abitanti. Infine, il grigio ricorrerà se non ci sono abbastanza dati per valutare, o se la percentuale dei test è di 300 o meno per 100mila abitanti.

In linea di principio gli Stati membri non possono rifiutare l'ingresso di persone che viaggiano dai Paesi partner, ma se lo ritengono necessario introdurre restrizioni chiedendo quanti arrivano da un'area a rischio di sottoporsi a quarantena o a tamponi.
La mappa del rischio di trasmissione del virus d'ora in poi sarà aggiornata ogni settimana dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie sulla base dei dati messi a disposizione dagli Stati, con l'aggiunta di Norvegia, Liechtenstein e Svizzera. Bruxelles inoltre chiede ai governi di comunicare tempestivamente ai partner e alla popolazione ogni singola decisione almeno 24 ore prima dalla sua entrata in vigore in modo da dare certezza a chi si deve spostare e all'economia.

Ma non tutti concordano: in una dichiarazione Aci Europe, Airlines for Europe e Iata hanno criticato il fatto che gli stati membri non abbiano adottato una procedura comune di test Covid-19 pre-partenza per sostituire le quarantene per i passeggeri che viaggiano da zone ad alto rischio. "L'attuale mancanza di coordinamento tra gli Stati membri ha ucciso la nascente ripresa dei viaggi e del turismo, mettendo così a repentaglio milioni di posti di lavoro associati al settore", hanno affermato.

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