Attendismo e last minute, il mercato viaggia così

Attendismo e last minute si fanno sempre più strada nelle scelte dei viaggiatori. E' una delle conclusioni a cui portano i dati della ricerca globale di Aigo e Travel Consul, che ha misurato l’impatto del covid-19 sul turismo. In che misura hai ricevuto nuove prenotazioni/richieste informazioni negli ultimi tre mesi? E' una delle domande poste. Sul fronte nuove prenotazioni il 98% le ha ricevute inferiori alla media e il 2% nella media. L’83% ha ricevuto richieste di informazioni inferiore alla media.
Con quanto anticipo stanno prenotando i tuoi clienti? “Il 66% degli operatori italiani dice che il cliente sta aspettando a decidere, il 46% per l’Europa e il 48% a livello globale. Dai dati emersi si vede che il last minute sta diventando una tendenza sempre più marcata, il che non sorprende. Non solo, si fa largo anche in Europa, rispetto a prima. Il 26% del campione italiano risponde a meno di 1 mese, il 34% in Europa e il 21% global. In Italia da 1-3 mesi solo il 2%, ancora più bassa la percentuale da 4-6 mesi citata dall’1% degli operatori, mentre il 6% dice da 7-12 mesi.

I fattori alla base della scelta della destinazione

Cosa determina la scelta della destinazione? Un dato di fatto è che "la pandemia ha cambiato le priorità – afferma Tocchetti -. I clienti ora chiedono misure, sicurezza e capacità di gestione della pandemia". Infatti, per quanto riguarda l'Italia il 68% del campione asserisce che a determinare la scelta della destinazione è la gestione da parte del governo interessato, in Europa è il 63% e a livello global è al 60%.
In seconda battuta ci sono per gli operatori italiani accesso e qualità del sistema sanitario (38%), poi le misure di sicurezza del trasporto aereo (33%). Interessante osservare che il prezzo è stato citato dal 28% del campione italiano, mentre l'applicazione rigorosa delle misure di sicurezza dal 25%. Infine, la certificazione di salute e sicurezza dell'hotel è stata menzionata dal 14% del campione italiano. 

La conferma italiana

Indagando il tema delle destinazioni più richieste, i risultati della ricerca confermano la posizione dell'Italia, "che è la più richiesta non solo a livello nazionale, ma anche a livello europeo – fa presente Tocchetti -. L'effetto covid ha agito da volano e il nostro appeal non si è appannato". A livello global, invece, la Spagna sorpassa l'Italia ed anche "gli Stati Uniti hanno una certa importanza".
Un indicatore importante è dato dal fatto che, sul fronte dei prodotti, "il solo travel è in grande ascesa, che, insieme alle proposte di un turismo a piccoli numeri, è preferito alle formule come crociere e viaggi di gruppo. Crescono anche hotel, resort e affitti".
La ricerca ha esplorato anche il tema dei viaggi entro i confini nazionali dopo il lockdown. Non sorprende il fatto che vinca il turismo domestico e di prossimità. Numeri alla mano, il 22% del campione ha riscontrato un aumento delle richieste superiore al 41%, il 30% colloca l’aumento di interesse tra il 21 e il 40%. Il 29% parla di un aumento dal 10 al 20%, mentre il 19% dice che è rimasto lo stesso. Certamente sono numeri da non sottovalutare, che possono dare un utile indirizzo per la ricerca di nuovi prodotti. 

La stagione del viaggio

Tra i trend emersi dalla ricerca c'è da considerare che si va verso uno stretching delle stagioni. Cosa vuol dire? che estate e inverno si protraggono verso l’autunno/primavera, ad affermarlo è il 49% del campione italiano, contro il 51% che pensa che siano rimaste le stesse. Quanto poi alla durata sono meno i giorni per i viaggi internazionali. 

Stefania Vicini

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