Assicurazioni, aumenta la propensione all’acquisto

"La mia aspettativa è che ci sarà un enorme incremento dell'assicurazione di viaggio". Sono le parole di Jason Schreier, ceo di April Travel Protection. Secondo il manager la crisi sanitaria contribuirà in futuro ad aumentare gli acquisti di polizze. Almeno negli Stati Uniti.

Ma accadrà lo stesso anche nel nostro Paese? Al momento in Italia la propensione a stipulare polizze si aggira intorno al 30%. Nel turismo interno “obiettivamente la percentuale di acquisto di una polizza assicurativa abbinata a un viaggio è ancora molto bassa – conferma Stefano Pedrone, responsabile divisione Turismo di Nobis Assicurazioni -; probabilmente nei prossimi mesi si assisterà a un incremento delle vendite”. “Sicuramente in questi mesi la consapevolezza rispetto alla necessità di una copertura assicurativa legata al viaggio, principalmente sotto gli aspetti dell'annullamento/interruzione dello stesso, è cresciuta – sostiene Daniela Panetta, head of sales Ergo Assicurazione Viaggi -. Parimenti le persone si sono rese conto che la possibilità di avere necessità di cure mediche durante il viaggio non è poi così remota. Entrambi i fattori faranno sì che, una volta che il mercato dei viaggi si sarà ripreso, la polizza sarà uno degli aspetti fondamentali del pacchetto di viaggio”.

Il Covid ha senza dubbio svolto un ruolo di acceleratore della propensione assicurativa – commenta Michele Cossa, a.d. di Borghini e Cossa -; la speranza è che, una volta passata l’emergenza, non si torni a considerare la polizza come un fastidioso balzello”. Sulla stessa scia Gualtiero Ventura, presidente Ami Assistance: “Sicuramente la situazione attuale sta spingendo molte più persone a capire l’importanza delle polizze assicurative soprattutto quando si viaggia", esamina. Se è difficile fornire delle stime, si può ragionevolmente affermare “che la propensione all’acquisto crescerà e forse è già cresciuta per la limitata esperienza che abbiamo avuto con gli spostamenti estivi", sottolinea Guido Dell’Omo, head of  sales and distribution Axa Partners Southern Europe. A fare un distinguo è Christian Garrone, responsabile intermediazione assicurativa I4T: “La media del 30% è realistica, ma non è legata alla propensione a stipulare le polizze che, a mio avviso, sarebbe del 70/80% – suggerisce -. Per esperienza ci sono agenzie viaggio che, a parità di volumi, vendono molte polizze ed altre poche. Uno dei motivi è sicuramente legato alla complessità del prodotto assicurativo, che frena gli agenti”.   

L'approfondimento completo sul prossimo numero di GuidaViaggi, in distribuzione da lunedì.   

Nicoletta Somma                                   .

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