Aigo svela i nuovi paradigmi del viaggio

Un settore ancora fragile, soprattutto a causa dello stato di incertezza che vige in merito alla ripresa, difficile da capire quando sarà. La pandemia che sta avendo un impatto pesante sul travel a livello globale, le aziende di settore che hanno agito più sui costi del personale con diverse modalità, ma necessitano ancora aiuti governativi. Hanno rivisto il loro modello di business, riorganizzato la forza lavoro e i prodotti offerti. La previsione per il 2020 e 2021 è di una perdita di fatturato importante, con la ripresa che si pensa possa avvenire nella seconda metà del 2021 o addirittura nel 2022. Resta lo scouting verso nuovi prodotti, l’innovazione dell’offerta, del modello di business e la ricerca di nuova clientela, in uno scenario dove il turismo domestico ha avuto un incremento importante. A livello di prodotti si fa strada il solo travel, il viaggio individuale, mentre verso i viaggi internazionali vige un atteggiamento attendista e verso il futuro uno stato di incertezza. Sono alcuni dei punti emersi dalla ricerca globale di Aigo e Travel Consul, che misura l’impatto del covid-19 sul turismo.
All'indagine di settembre hanno risposto professionisti di oltre 20 mercati in tutto il mondo. Di questi, il 50% (66% del campione italiano) lavora presso agenzie di viaggi, il 34% (25% del campione italiano) nei tour operator e il restante 16% è impiegato in Gsa o in altri tipi di attività commerciale. “La fotografia del momento non è confortante – riconosce Massimo Tocchetti, presidente Aigo -, però si può fare una lettura comunque positiva di quanto emerso dalla ricerca, ci sono nuove tendenze su cui il trade può appoggiarsi, creando nuovi prodotti oltre al fatto che il turismo domestico e di prossimità ha comunque tenuto, mentre il long haul è più in stallo”. Sono diversi gli spunti che i professionisti del turismo devono tenere in considerazione per venire incontro alle nuove esigenze del mercato. Tra queste la necessità di certificazioni. In particolare risultano fondamentali quelle rilasciate dalle istituzioni. I tempi hanno forgiato un nuovo viaggiatore con nuove esigenze e quella di essere rassicurato è una conditio sine qua non. Servono politiche commerciali più flessibili, nuovi prodotti e nuovi bacini di utenza. Fondamentale essere continuamente informati sull’andamento dell’emergenza, su spiragli di riapertura o su quelle che saranno le tendenze del nuovo turismo.

Il viaggiatore
Aumento delle cancellazioni e posticipi al 2021. In Italia il 53% del campione parla di prenotazioni cancellate, il 42% dice rimandate al 2021. Sul fronte Europa e global i dati sono in linea. Come soddisfare i nuovi clienti? Tra i metodi più popolari tra gli operatori c'è la modifica delle policy di cancellazioni, 88% in Italia, 75% in Europa e 70% a livello global. Intanto attendismo e last minute si fanno sempre più strada nelle scelte dei viaggiatori.
Un dato di fatto è che “la pandemia ha cambiato le priorità – afferma Tocchetti -. I clienti ora chiedono misure, sicurezza e capacità di gestione”. Nella scelta di una destinazione il cliente finale dà priorità alle misure di sicurezza adottate, al sistema sanitario locale e alle certificazioni ufficiali rilasciate da istituzioni dei Paesi e organizzazioni internazionali. Sul fronte destinazioni, si conferma la posizione dell'Italia, “è la più richiesta non solo a livello nazionale, ma anche a livello europeo. L'effetto covid ha agito da volano e il nostro appeal non si è appannato”. Tra i trend c'è da considerare che si va verso uno stretching delle stagioni, cioè che estate e inverno si protraggono verso l’autunno/primavera.                                  

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