Un settore che non si è fermato mai, neppure durante il lockdown, per garantire spostamenti di persone e merci. Il noleggio auto, nonostante la premessa, allineandosi alla totalità delle attività turistiche, tira somme fortemente negative sui primi nove mesi dell’anno, solo parzialmente stemperate dal terzo trimestre con le aperture agli spostamenti e le settimane tradizionalmente dedicate alle vacanze.

“Abbiamo registrato un calo di fatturato del 53,2% – dichiara Gianluca Testa, vicepresidente Aniasa, Associazione nazionale industria dell'autonoleggio e servizi automobilistici in seno a Confindustria – a fronte di -45% dei giorni di noleggio e -60% dei contratti, dato che si spiega proprio in forza della maggiore durata dei noleggi stessi. La media è, infatti, aumentata da 7 a 9,5 giorni. Così, se il prezzo giornaliero è calato del 14%, quello di ciascun noleggio è aumentato del 17%, una dinamica che ha sostenuto l’estate. Il prezzo giornaliero, di contro, ha scontato l’assenza di turismo estero e il conseguente apporto di prodotti ancillari”.

Gv: Quali misure ha adottato il settore per fronteggiare la crisi?

“Alla fine del terzo trimestre il settore ha in flotta la metà delle auto dello scorso anno, operazione che ha consentito di aggiustare l’offerta obiettivamente eccedente la domanda. Aspetto ancora più importante, la dismissione, con il flusso di liquidità generato, ha consentito la sopravvivenza delle aziende. Abbiamo sempre garantito il servizio e continueremo a farlo ma non possiamo permetterci di avere vetture ferme”.

Gv: Non si corre il rischio di non poter rispondere alla domanda con l’autoparco dimezzato?

“Nonostante l’annuncio del vaccino non c’è al momento alcuna certezza sulla tempistica della ripresa. Da marzo manca tutto il mercato straniero, in particolare di long haul, e chissà quando lo rivedremo. E il business travel, che da solo pesa per la metà del fatturato, che fine farà? Questo segmento rimarrà vacante ancora per molto tempo e si riaffaccerà completamente cambiato per l’ingresso della tecnologia per gli incontri a distanza. Il settore dipende dalle riaperture e dai corridoi internazionali, torneremo alla normalità con un percorso progressivo nel quale avremo tutto il tempo di strutturarci nuovamente per rispondere alle richieste dei clienti”.

Gv: C’è una certezza nella futura new normality?

“Sicuramente la sostenibilità. Disporremo, anche grazie alla dismissione di quest’anno, di parchi auto di ultimissima generazione. Il nostro è un settore in grado di intercettare immediatamente i cambiamenti, le vetture hanno una vita media di 6-8 mesi mentre in Italia circolano 40 milioni di auto private con una media di 11 anni di vita…. La clientela è sempre più sensibile agli aspetti legati all’ambiente. La spinta sulle motorizzazioni ibride o elettriche è forte e l’obiettivo nel futuro è arrivare ad avere flotte in noleggio a emissioni zero. Indubbiamente al momento il problema dell’elettrico è legato anche al costo, ancora elevato a causa della ridotta scala di produzione. Impensabile che un’azienda investa il 20% in più rispetto a vetture analoghe con motorizzazioni tradizionali. Siamo impegnati nel fare conoscere l’ibrido alla nostra clientela ma per trasformarlo in prodotto di massa il percorso è lungo e passa attraverso un abbattimento dei costi. Ci auguriamo, inoltre, il Recovery Fund venga impiegato anche per la realizzazione di strutture di ricarica e che si possano stringere accordi per realizzare una rete infrastrutturale con i grandi gestori dell’energia. Allora le cose potranno cambiare”.

Gv: Ha citato il Recovery Fund. Che cosa chiedete al Governo?

“Innanzitutto maggiore considerazione rispetto quella dimostrata finora. Al Governo, sulla legge di Bilancio, chiediamo sostanzialmente quattro cose. Un beneficio di imposta come superammortamento per tutto il comparto automotive, come già accaduto nel 2016 con ottimi risultati. L’adeguamento del regime di detrazione dell’auto per i dipendenti dall’attuale 40 al 100%, come in tutta Europa. Rendere la flotta circolante più sostenibile estendendo gli incentivi anche a vetture usate di recente fabbricazione a basse emissioni. L’abbassamento dell’Iva sui servizi turistici, tra i quali l’autonoleggio”.

Paola Olivari

 

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