Airbnb a Wall Street: un debutto che piace

Airbnb a Wall Street piace. Secondo quanto riporta Il Sole-24 Ore, le azioni, con simbolo ABNB, hanno messo a segno una impennata del 140% al debutto, che, a detta del quotidiano, testimonia la fame di nuovi titoli in Borsa. A quanto si legge il debutto del colosso in Borsa era il più atteso tra i debutti azionari di fine anno negli Stati Uniti.

Mercoledì sera il prezzo di collocamento è stato alzato a 68 dollari da un massimo di 60. Nella fase degli scambi iniziali, la società ha messo a segno una capitalizzazione di mercato superiore ai cento miliardi, un valore superiore alla somma di colossi alberghieri della portata di Marriott, Hilton e Hyatt. Poi, fa presente il Sole, le azioni hanno oscillato leggermente sotto le vette.

Durante il collocamento iniziale sono stati rastrellati 3,5 miliardi, il che ha fatto diventare l'operazione una delle principali Ipo del 2020 per dimensioni.

Un dato interessante è che quello di Airbnb non è stato l'unico debutto a piacere. Il giorno prima c'è stato quello di DoorDash che opera nell'ambito della consegna dei pasti e di C3.ai, nel software per l'intelligenza artificiale. Pare non essere finita, infatti, a quanto riporta il Sole, entro Capodanno ci saranno altri unicorni da oltre dieci miliardi. Gli ambiti di appartenenza sono vari, dai prestiti per gli acquisti online all'e-commerce. Ciò che emerge è che si tratta di società che sono considerate a prova di crisi da Coronavirus o che possono trarre vantaggio dalle trasformazioni in corso, cioè marchi che alla base hanno la domanda di lavoro remoto, consumi online e intrattenimento digitale.

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